Jul 28

Mercato giù del 30%, bilancio in tenuta

Razionalizzazioni e riorganizzazioni per resistere alla crisi e preparare il terreno alla ripresa

La crisi del 2009 si è abbattuta sull’economia mondiale con una forza impressionante. Nel volgere di pochi mesi, la bufera finanziaria ha messo in ginocchio l’economia reale, con effetto domino su tutti i Paesi del mondo, i cui Governi sono intervenuti per limitare i danni, sostenendo gli investimenti e tenendo bassi i tassi di interesse. Una situazione che, alle nostre latitudini, ha colpito in modo particolare le regioni a più alta vocazione manifatturiera.

Sacmi archivia il 2009 con un fatturato consolidato pari a 972 milioni di euro, il 17% in meno rispetto al 2008. Una sostanziale tenuta, se si pensa che il settore delle macchine e degli impianti ceramici ha visto nello stesso anno una contrazione media del 30%, con punte anche del 50. In relativa tenuta anche gli altri indicatori, l’Ebit, che raggiunge il valore di 57,7 milioni di euro, e l’utile di pertinenza del gruppo, pari a 4,3 milioni.

Forte di una politica di razionalizzazione del Gruppo avviata già da qualche anno, Sacmi  per uscire dalla crisi e per limitarne le inevitabili ricadute sul piano economico e occupazionale ha deciso di incrementare ulteriormente l’efficienza e ridurre per quanto possibile i costi. Diversi i processi di ristrutturazione avviati nel 2009, e il cui iter formale si è concluso nei primi mesi del 2010: dalla fusione per incorporazione di Niv in Sacmi Verona alla trasformazione di HPS in società di servizi (grazie all’incorporazione di Sinergia). Quindi l’integrazione di Benco Pack in Sacmi Filling e – più in generale – il consolidamento di una cabina di regia unitaria nel settore beverage.

Nonostante le difficoltà, il 2009 è stato per Sacmi anche un anno di nuove acquisizioni. Molte, proprio a causa della crisi, le aziende che sono state messe sul mercato, alcune delle quali già leader mondiali nei rispettivi rami di business.

È il caso di Nuova Fima, per la quale SACMI ha colto la possibilità di accedere ad una proposta di concordato (che include la sua consociata Surface Inspection), ottenendo così l’affitto della società con l’obiettivo di acquisirla.

Un’acquisizione che risulterà strategica e sinergica rispetto alla Divisione Inspection System già operante in Sacmi Imola. La stessa logica di sinergia e integrazione che sta a monte della decisione di integrare tra loro tutte le società Sacmi che si occupano di molds&dies, nonché della scelta di incorporare in Sacmi la produzione delle presse Bi-Power della società Negri Bossi.

Infine l’internazionalizzazione, con Sacmi che ha proseguito la strategia di presenza diretta sui mercati internazionali con la creazione di due nuove società in Iran ed Egitto, e la flessibilità produttiva. Qui Sacmi ha pensato di giocare d’anticipo, realizzando la newco Intesa, per entrare con le competenze giuste nel promettente mercato della decorazione digitale. Guardano al futuro anche le scelte che hanno riguardato il beverage&packaging, con la realizzazione dei primi prototipi di soffiatrici SBF, ma anche di pallettizzatori a robot antropomorfo, fino ai primi sistemi completi per la movimentazione delle bottiglie. Razionalizzare, insomma, continuando però a innovare con decisione e costanza, per cogliere appieno i primi segnali di ripresa di questi mesi e tornare a crescere già dal 2010.

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Jul 28

CCM48S di Sacmi protagonista al China Brew & Beverage

La soluzione si dimostra attualmente come la più competitiva al mondo per la produzione di capsule monopezzo in HDPE

La più importante fiera internazionale dedicata all’industria delle bevande. Questo è il China Brew & Beverage, che si terrà dal 7 al 10 settembre al China International Exhibition Centre di Beijing. Vetrina importantissima per tutti i maggiori produttori di tecnologia al servizio del settore, il China Brew & Beverage 2010 vedrà la presenza Sacmi, con la Divisione Closures & Containers e Beverage.
Ad essere esposta allo stand 4503 (hall 4) sarà l’innovativa CCM48S, una pressa per capsule monopezzo in grado di produrre 1.200 capsule al minuto con appena 48 cavità. La soluzione Sacmi si configura attualmente come la più competitiva al mondo per la produzione di capsule per l’imbottigliamento di acqua minerale, riempimento a caldo e riempimento asettico a freddo (CAF).

Frutto dell’esperienza e dell’eccellenza tecnologica sviluppate da Sacmi progettando nel corso degli anni linee complete per la produzione di capsule in plastica, la CCM48S è uno dei modelli di punta di un’innovativa gamma di presse che stanno conquistando la fiducia dei clienti in tutto il mondo. In particolare, la CCM48S si pone come macchina ideale per la gestione di capsule monopezzo in HDPE (polietilene ad alta densità) di tipo S30-14, dal diametro di 30 mm e dal peso di appena 1,9 grammi.

Tra i vantaggi della gamma CCM ricordiamo il risparmio energetico, la riduzione dei tempi ciclo, i bassi costi di manutenzione, l’elevata flessibilità, oltre alla possibilità di integrazione con altre soluzioni sviluppate nell’ambito del Gruppo Sacmi, quali ad esempio gli innovativi sistemi di visione CVS per il controllo qualità in linea.

Jul 28

Il ritorno dell’horror asiatico in Italia

Per anni, i film horror asiatici sono stati ghettizzati ed emarginati periodicamente dalla critica occidentale, dai “Maestri” del genere e da un certo movimento di produzioni e d’informazione che ci ha messo del suo nell’allontanare il pubblico. Questo muro di omertà a difesa dei “sacri” confini di tendenze e budget sta però finalmente cadendo, un mattone alla volta, sotto i colpi d’un cinema di genere eclettico, mai banale e sempre più stilisticamente perfetto. E’ Tempo di horror asiatico d’autore.

Shutter, un film di Banjong Pisanthanakun

Era il 2006 quando Asian Feast pubblicò uno Speciale sull’ Horror asiatico che sottotitolò, senza diplomazia e canoni di forma, “ovvero il complotto mondiale per convincerci che il genere ad est è morto”. Un’analisi accurata e concreta di cosa muoveva e creava notizia, o silenzio, attorno a una produzione horror anche dal punto di vista di quel pubblico generalista e abituato (male) ai “fast-food” di produzioni americane sostenute a suon d’investimenti commerciali e d’interessi correlati. Un pubblico fortemente influenzato da ritmi standardizzati è inizialmente poco ricettivo verso creatività che riflettono differenti linee di pensiero, che giocano su messaggi che vanno oltre la ricerca esasperata del macabro, del sangue e della sofferenza dedicata e gratuita. La maggior parte delle produzioni occidentali cult horror (e splatter) fa l’eco al tema della psicosi, della violenza gratuita, incontrollata, inaspettata, frutto di un’emarginazione più o meno forzata da contesti sociali definiti o da situazioni politiche trasposte in pellicola con metafore mirate, cercate e non di rado, forzate. Da qui l’avversione dello spettatore medio verso un horror differente a livello concettuale. “Solitamente le avversioni su queste basi vengono da un pubblico” – riporta lo Speciale Horror Asia 2006 – “che parla senza avere la minima consapevolezza del background culturale e dell’immaginario passato della cultura presa in considerazione. L’esempio è ormai abusato ma sarebbe ridicolo dire che i western sono tutti uguali solo perchè è simile l’ambientazione e i costumi dei protagonisti”.

Parlare di “educazione” all’horror è forse un abusare del termine. Se però si considera il filtro creato dalla stampa specialistica, dagli operatori di settore, da tutte quelle figure professionali che hanno la capacità e il background necessario per valutare l’essenza di un’opera, emerge uno scenario in cui la parola “educazione” non solo non è abusata ma fa paio con “interessi da difendere”. Dunque, il percorso dell’horror asiatico è stato volutamente rallentato ? È stato in alcuni casi frenato ? Poco importa rispondere direttamente a questa domanda. Quello che conta è sottolineare cosa è oggi l’horror asiatico per l’appassionato del genere che ha avuto il suo primo contatto spesso grazie alla rete, allo streaming, ai blockbuster quasi nascosti in scaffale e grazie alla televisione. La tanto bistrattata televisione generalista, mai come oggi sempre più specializzata per singole aree tematiche grazie agli indotti Sky che, gioco forza, hanno ricreato competitività in un mercato appiattito dal duetto in falsetto Rai/Mediaset “costringendo” di fatto questi due Brand a riproporsi attivamente su più fronti.

Negli ultimi cinque anni, il cinema horror asiatico ha battuto passo sul passaparola, “rieducando” di fatto un pubblico sempre più insoddisfatto ma comunque ancora fidelizzato ai temi e ai ritmi dell’horror classico. Nascono iniziative, si creano portali d’interesse tematico, si muove eco su Facebook, c’è Twitter che muove news e commenti flash, ci sono forum che rinascono. C’è un nuovo interesse, anche rinnovato in alcuni casi, verso un horror mai uguale che – malgrado budget a volte davvero irrisori – è capace d’impressionare lo spettatore con immagini e immaginari che mantengono la presa per molto tempo dopo i titoli di coda. Spiritualità, creatività a giocare sulle paure più intime, quasi a creare un film nel film mirato al singolo spettatore, trame che sono solo in apparenza lineari ma che nascondono diversi livelli di lettura… oltre ai meccanismi della paura tecnici, collaudati e riproposti in chiave orientale su ritmi e cultura che strizza l’occhio all’occidente senza snaturarsi. Si parla di un Horror personale, di un percorso che parte dall’interno più che di uno shock causato dal giusto mix di musica, effetto speciale ed effetto sorpresa. Ma questa è un’altra storia.

Il cinema horror thailandese può rappresentare, a ragione, lo stato dell’arte dell’horror asiatico. Se ad esempio nell’immaginario occidentale un film horror DEVE spaventare l’adulto durante la proiezione su schermo, per il cinema di Sophon Sakdapisit – regista di Coming Soon (riproposto nelle sale italiane dal 6 Agosto) – “la parte spaventosa ha inizio quando il film finisce e la nostra immaginazione si spegne, quando quello che abbiamo visto nel film potrebbe accadere a noi“, perché “I bambini sono fantasiosi, posso confermare che è vero. Io sono uno di quei bambini”. Così il paradosso: “gli adulti potrebbero pensare che sia una sciocchezza e dire ‘è solo un film’, ma nella mia testa mi piacerebbe pensare: e se non lo fosse ?“. Per Sakdapisit la chiave, su cui fare presa per coinvolgere individualmente lo spettatore, è stimolarne la creatività: quella “immaginazione infantile che penso possa sempre sfidare la realtà. E se non fosse solo nella nostra immaginazione ? E se succedesse davvero a voi ?“. Da cui la chiave: puntare sull’alta ricettività dello spettatore al Cinema “che raccoglie qualsiasi cosa che vede e sente e comincia a fantasticarvi sopra, soprattutto durante la visione di un film horror“.

stay tuned on Facebook.

Jul 28

COMING SOON 6 AGOSTO 2010, L’Horror Thai torna nei cinema italiani

Dall’autore di Shutter e di Alone, il 6 Agosto ritorna nei cinema italiani – su circuiti THE SPACE, UCI e sale indipendenti – l’horror thailandese firmato Sophon Sakdapisit per un film che fonde paura e disagio in un’unica visione spirituale, cogliendo in pieno l’essenza dell’Angoscia di Tutti: la paura di essere coinvolti in un incubo scritto per altri.

coming soon manifesto italiano horror COMING SOON 6 AGOSTO 2010, L’Horror Thai torna nei cinema italianiVenerdì 6 Agosto 2010. Coming Soon torna nei cinema italiani. 50 sale dedicate tra circuito THE SPACE, UCI e sale indipendenti per un ritorno in grande stile dell’horror asiatico. Che tipo di scene in un film horror ti spaventa di più? Quando il fantasma appare del tutto inaspettatamente? Quando il protagonista non vede nascondersi il fantasma dietro di lui? Quando alla fine scopri che il protagonista era in realtà proprio il fantasma? Nulla di tutto questo è paragonabile alla sensazione di arrivare a casa da solo e improvvisamente essere colpito da una sensazione di déjà vu e rivivere le stesse scene del film horror che hai appena visto! Questo film ti spaventerà non appena metterai piede all’interno della sala cinematografica. E ti farà stupire nel guardarti cercare se “qualcosa” o “qualcuno” è in attesa di farti abbassare la guardia. Il film horror che hai appena visto sta per accadere a te nella vita reale!

Shane (Chantavit Dhanasevi) è un proiezionista che ha intenzione di vendere clandestinamente un film horror thailandese molto pubblicizzato. Mentre è seduto in sala con la sua telecamera, avverte la sensazione che qualcosa non va. Quando il filmato è finito, un senso di déjà vu prende il sopravvento in lui. Gli eventi appena descritti nel film stanno accadendo di nuovo, e questa volta non è fantasia. “Coming Soon è ispirato alla mia immaginazione infantile che penso possa sempre sfidare la realtà. E se non fosse solo nella nostra immaginazione? E se succedesse davvero a voi?” – spiega il regista Sophon Sakdapisit – “I bambini sono fantasiosi, posso confermare che è vero. Io sono uno di quei bambini, infatti, che raccoglie qualsiasi cosa che veda e senta e comincia a fantasticarvi sopra, soprattutto durante la visione di un film horror. Chiunque, non appena finisce di guardare un film horror, si sentirebbe sollevato dal fatto che sia finito. Ma per i bambini (me compreso), la parte spaventosa ha inizio quando il film finisce e la nostra immaginazione si spegne, quando quello che abbiamo visto nel film potrebbe accadere a noi. Gli adulti potrebbero pensare che sia una sciocchezza e dire “è solo un film”, ma nella mia testa mi piacerebbe pensare: e se non lo fosse ?”.

 COMING SOON 6 AGOSTO 2010, L’Horror Thai torna nei cinema italiani

per maggiori informazioni:
Stefania Rifiordi, Ufficio Stampa Wave Distribution
Mobile 339.3666764
email srifiordi@gmail.com

Jul 27

Nasce il dipartimento nascar dedicato al social media marketing

nascar_social_media_marketingSoluzioni specifiche per ogni esigenza e social network, elaborate da un team di specialisti della comunicazione digitale.

22 luglio 2010 – Le nuove forme di comunicazione relazionale nate con la progressiva diffusione dei social network hanno aperto al business nuove e importanti possibilità, permettendo alle aziende di raggiungere un numero davvero elevato di utenti in target, e di rivolgersi direttamente ai propri clienti, acquisiti e prospect.

Utilizzare correttamente questi canali di comunicazione risulta oggi determinante per conoscere i reali bisogni dei consumers e dialogare con loro, ottenendo considerevoli e concreti risultati per incrementare il proprio business e costruire una presenza online realmente efficace e coerente con i valori del brand.

Il dipartimento della web agency dedicato al social media marketing nasce proprio per sfruttare al meglio il potenziale di questo strumento strategico, elaborando le soluzioni più adatte a seconda delle specifiche esigenze.

La web agency del gruppo Triboo, oltre ad avere in-house tutte le tecnologie per la corretta gestione e veicolazione di ogni servizio afferente al settore, ha sviluppato una metodologia dettagliata e costantemente aggiornata per la creazione, la gestione e il popolamento delle pagine corporate aziendali sulle varie piattaforme di social networking (facebook, twitter, youtube e myspace), occupandosi del settore nella sua totalità: creazione, ottimizzazione grafica e gestione delle pagine corporate, creazione di contenuti d’elevato interesse per gli utenti, monitoraggio e moderazione dei commenti, definizione di campagne promozionali mirate all’acquisizione di likers e alla fidelizzazione dei clienti già acquisiti.

Tra i clienti che hanno affidato alla web agency diretta da Marco Realfonzo la gestione totale delle proprie pagine corporate, ricordiamo Snav, la compagnia di navigazione leader nel mediterraneo. Per saperne di più sul case Snav è possibile visitare l’apposita pagina sul blog aziendale di nascar.

Riguardo ai contenuti in grado di generare il passaparola che muove le decisioni della gigantesca community globale, molte sono anche le facebook applications ideate e sviluppate per vari clienti dal team del nuovo dipartimento nascar.

Quiz divertenti e giochi, con una forte predisposizione alla diffusione “virale”, sono stati realizzati per varie aziende tra cui Agos Ducato, e un’app info-commerce per Ferrari, online tra pochi giorni sulla pagina corporate facebook dello store della casa automobilistica di Maranello.

E’ possibile leggere il comunicato stampa ufficiale seguendo questo link.

Mariachiara Troise
ufficio stampa
mtroise@nascar.it
tel 02 64741440
fax 02 64741491