May 12

Bullismo? No;grazie: lo preveniamo con la poesia

La Scuola elementare Riccardo Zandonai di Roma, che fa parte del 53° Circolo R. Merelli, ha ideato e realizzato un interessante progetto sperimentale sulla poesia, interpretata quale mezzo per avviare i bambini alla scoperta di sé e al rapporto con la dimensione invisibile e misteriosa che appartiene a ciascuno di noi.

Poesia, dunque, come “educazione sentimentale” alla vita, nella convinzione che il contatto dei bambini con il mondo segreto del loro sentire possa anche aumentare le “difese immunitarie” contro il bullismo.

Questo progetto triennale si è concluso con la pubblicazione, per i tipi della casa editrice LietoColle, del libro La poesia è un bambino, nel quale sono stati raccolti i versi degli alunni che hanno preso parte all’iniziativa.

Il volume sarà presentato presso la Scuola elementare Riccardo Zandonai, Via Riccardo Zandonai 118, Roma, il 22 maggio 2008 alle ore 15,00, con la partecipazione di Diana Battaggia della LietoColle, del poeta e giornalista Ennio Cavalli e di Vincenzo Mascolo, che ha collaborato al progetto e ha curato il libro.

Questo “libriccino”, come gli amici della LietoColle amano definire le loro preziose pubblicazioni, non nasce per caso (giustamente, del resto, il filosofo Leucippo diceva che nulla accade per caso), ma è il frutto, succoso, di un interessantissimo lavoro che le insegnanti delle sezioni “A” e “B” della scuola elementare Zandonai di Roma hanno condotto per tre anni con i loro alunni, affiancandolo al tradizionale programma scolastico.

I bambini sono stati introdotti alla poesia anche attraverso il contatto con il loro mondo interiore, ovvero con la fitta trama di emozioni e sensazioni dalla quale la poesia nasce e nella quale si forma, sono stati sollecitati a porsi in ascolto del loro sentire, a ricercare la poesia dentro loro stessi e a dare forma poetica al loro mondo interno.

Un’ “educazione sentimentale” alla poesia, insomma, che per i bambini si è trasformata in un’esperienza di formazione e di preparazione alla vita. Poesia, dunque, non come fine, ma come mezzo per avviare i bambini alla scoperta di sé e al rapporto con la dimensione invisibile che appartiene a ciascuno di noi, ma con la quale spesso neanche gli adulti riescono a comunicare

E’ questo il vero senso del lavoro svolto dalle insegnanti della scuola Zandonai, e la sua importanza è confermata dai versi contenuti in questo “libriccino”, densi di emozioni e sensazioni che si alternano a momenti di contemplazione della natura, nei quali diviene palpabile il silenzio dell’ascolto e la ricerca di una sintonia con l’universo, e a riflessioni su temi come la libertà, la discriminazione, la guerra.

L’augurio è che i bambini che hanno avuto la possibilità di prendere parte a questa esperienza non perdano mai in futuro il contatto con il loro mondo “segreto”, poiché è questa la strada per arrivare alla conoscenza di sé e per vivere con pienezza.

La speranza è che il lavoro svolto dalle insegnanti della Zandonai riesca a diffondersi in altre realtà scolastiche, affinché l’unione tra il sentire dei bambini e la poesia possa veramente contribuire a migliorare il mondo. Sono un sognatore impenitente, lo so, ma ricordate le parole di John Lennon?: You may say I’m a dreamer but I’m not the only one I hope someday you’ll join us and the world will be as one”. Vincenzo Mascolo

Per ulteriori informazioni:INVENTAEVENTI
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