Mar 21

Salume nduja: qualche nuova ricetta non guasta mai!!

 

ndujag Salume nduja: qualche nuova ricetta non guasta mai!!La nduja è dai più riconosciuta come una delle eccellenze tipiche della gastronomia calabrese, fiore all’occhiello dei prodotti tipici della regione: un gusto unico, una schiettezza esclusiva che difficilmente si ritrova in altri prodotti artigianali delle nostra Italia.

Elaborata sapientemente e secondo antica ricetta da mani esperte, con un trito finissimo di carni di suino scelte ed adeguatamente aromatizzate, ha un sapore che spiega tutta la sua naturalità, trovando il suo acume nella forza del peperoncino, utilizzato in adeguate dosi, si da renderlo gustoso oltre la sua vena piccante. E’ importantissimo, per non dire vitale, che si crei un connubio ed equilibrio di dosi e di sapori, affinché la forza del peperoncino non nasconda tutti gli altri aromi eccezionali nascosto nel salume.

Linea212 Salume nduja: qualche nuova ricetta non guasta mai!!Disponibile su portali di vendita on line di prodotti tipici calabresi, viene solitamente proposta nella versione in budello naturale, originale ricetta, visto che questo salume, dopo la sua preparazione va opportunamente affumicata naturalmente; oppure in vasetto, versione molto più innovativa e pratica nei vari usi della referenza.

Ecco, abbiamo toccato un tasto dolente e, ancora per poco, limitativo di questa magnificenza gastronomica: l’uso gastronomico!!

Infatti se in tanti parlano e riconoscono nella nduja uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, se in molti la apprezzano per la sua schiettezza ed il suo sapore esclusivo ed originale, in pochisanno però come utilizzarla oltre l’uso più scontato: spalmata su pane, crostini e/o bruschette!!

Un lavoro intenso dei menzionati portali che propongono on line la referenza, e che hanno capito che la propria missione è quella di consigliare, oltre che vendere, ha partorito nella specifica scheda del prodotto almeno una decina di nuove idee e ricette su come poter gustare in modo nuovo ed alternativo, deliziandosi in modo veramente diverso con questa meraviglia di Calabria.

slow food Salume nduja: qualche nuova ricetta non guasta mai!!Un motivo in più per il quale la ‘nduja è stata introdotta fra i prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food, progetto nato per il recupero e la salvaguardia di piccole produzioni di eccellenza gastronomica, minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientale e dall’omologazione.

Ecco cosa significa quando si lavora per il prodotto e per il cliente!!

Giorgio Candia www.saporidellasibaritide.it

Mar 15

Al via FruitsBook… quando frutta e verdura sono (anche) un gioco!

Un modo divertente e originale per promuovere il consumo di frutta e verdura tra i più giovani, unendo il gioco alla dimensione relazionale e sociale che internet può offrire: al via FruitsBook, il concorso su internet pensato per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che studiano a Padova.

Il concorso è promosso da:

MAAP Mercato Agroalimentare Padova

Comune di Padova – Settore Servizi Scolastici

ULSS 16 Padova – Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione.

Per partecipare, gli studenti delle scuole medie padovane possono iscriversi gratuitamente – come singoli o con la propria classe – al sito www.fruitsbook.it e inviare foto spiritose insieme alla loro frutta preferita; il concorso scade il 5 maggio. In palio le bici FruitsBike, visite di istruzione per tutta la classe e gadget dal mondo della frutta.

Spiega Giampietro Battaglia, Presidente del Maap: «Il progetto nasce dalla pluriennale esperienza di “Frutta a scuola”, l’iniziativa che dal 2003 coinvolge le scuole secondarie di primo grado di Padova, tramite la fornitura di frutta per la merenda del mattino e molte iniziative educative per i ragazzi e le famiglie. L’obiettivo comune di “Frutta a scuola” e “FruitsBook” è incentivare il consumo di frutta e verdura, per promuovere e orientare corrette abitudini alimentari e contrastare il diffondersi di sovrappeso e obesità, spesso già presenti in età scolare».

All’interno del sito www.fruitsbook.it, spazio anche ai genitori e agli insegnanti: nella sezione FRUITSBLOG, è possibile trovare tanti utili consigli nutrizionali, scritti da esperti e pensati per invogliare i più giovani a mangiare ogni giorno frutta e verdura. Ricette gustose, informazioni sui prodotti di stagione, approfondimenti sulla salute e il benessere… tutto per scoprire i mille vantaggi di una dieta quotidiana ricca di prodotti sani e genuini. I dietisti e consulenti sono a disposizione degli utenti anche per rispondere a curiosità e domande che tutti possono porre in modo semplice su internet.

Mar 15

Confcooperative Treviso incontra i candidati

Momenti di dibattito tra gli opinion leader della cooperazione locale e i candidati trevigiani alle prossime elezioni regionali.

In occasione del rinnovo del Consiglio Regionale, Confcooperative – Federazione Provinciale di Treviso organizza una serie di incontri con i candidati trevigiani delle principali forze politiche, al fine di sottoporre le proposte del movimento cooperativo. Un movimento che, nella sola provincia trevigiana, conta su 70.000 soci e su un fatturato anno di circa 700 milioni di euro (escluse le BCC), offrendo al contempo un’occupazione stabile a oltre 6.000 addetti (dati al 31/12/2009).

Gli appuntamenti in programma (tutti presso la sede di Corso del Popolo, Treviso) sono previsti per:
SABATO 13 MARZO
Incontro con REMO SERNAGIOTTO, PdL (ore 10.00) e con MARCELLO CRIVELLER Udc (ore 11.30)

MARTEDÌ 16 MARZO
Incontro con FRANCO MANZATO, Lega Nord (ore 9.30)

VENERDÌ 19 MARZO
Incontro con DIEGO BOTTACCIN, PD (ore 14.30) e AMEDEO GEROLIMETTO, PdL (ore 16.00)

Tra i temi che saranno portati all’attenzione dei candidati: la tutela della produzione di qualità nel settore agroalimentare, maggiori stimoli per promuovere gli investimenti nelle energie rinnovabili, normative premiali per le aggregazioni e le integrazioni nella filiera agro alimentare (fondi di rotazione, piani operativi,…) con relativo potenziamento dei fondi. E ancora progetti regionali che sostengano la nascita o il potenziamento delle cooperative (anche in considerazione delle potenzialità occupazionali che offrono ai giovani e agli immigrati), iniziative per la promozione della partecipazione giovanile (ad esempio supportando le cooperative “sperimentali” nate in ambito scolastico). Sempre in materia di lavoro, ai candidati saranno richieste più garanzie in merito all’affidamento dei servizi con convenzione diretta alle cooperative sociali come opportunità di reinserimento professionale e sociale per centinaia di persone svantaggiate e maggiori controlli sull’assegnazione degli appalti al massimo ribasso, per contrastare realtà che nascondono pesanti situazioni di illegalità e/o precarietà.

Spiega Filippo Conte, direttore Confcooperative Treviso: «Con questi incontri vogliamo da un lato chiedere politiche concrete, efficaci e rapide per rispondere ai bisogni della cooperazione moderna, dall’altro dimostrare al mondo politico la vitalità e la forza del sistema cooperativo. Le cooperative creano valore aggiunto nel territorio in cui operano ma troppo spesso l’attività delle nostre associate passa inosservata». «Non dobbiamo dimenticare – aggiunge Conte – che la cooperazione non delocalizza, sostiene la competitività degli agricoltori aggregando le piccole-medie imprese e nel settore sociale promuove la cultura della solidarietà. Molto spesso, inoltre, funge da ammortizzatore occupazionale, offrendo proposte lavorative concrete anche a chi sarebbe generalmente escluso dal mercato. Nel credito, è vicina alle famiglie e alla piccola impresa perché conta su realtà – le banche di credito cooperativo – profondamente radicate nel territorio e attente alle esigenze dei cittadini».

Mar 08

Imprese e crisi: il pericolo logo-mafia

Incontro Marcello Ferrarini una tarda mattina di gennaio presso la sede di un’impresa modenese. Quando gli chiedo di spiegarmi in sintesi di che cosa si occupa, mi risponde citando Socrate: “nell’antica tesi filosofica del concetto docta ignorantia, Socrate narrava che la vera saggezza sta in colui che sa di non sapere” – continua Marcello – “ne consegue che il presupposto della conoscenza, da un punto di vista epistemologico, è fondamentale per lo stato della sicurezza poiché un sistema può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, ma non per questo può essere ritenuto assolutamente sicuro. Solo una conoscenza di tipo scientifico, basata pertanto su osservazioni ripetibili, può garantire una valutazione razionale della sicurezza”.

Il tema di cui parleremo è la sicurezza, intesa nella sua accezione “prima”, quella della SECURITY: Marcello si occupa della valutazione ed impostazione a livello organizzativo e procedurale di sistemi per la sicurezza aziendale. Per questo motivo ha costituito Sinecure, di cui è Direttore.

Cosa significa sicurezza aziendale ?

Ovviamente non mi occupo di aspetti connessi al D.Lgs. 81/2008, tanto per intenderci. Al contrario opero in quell’ambito che definisco la “sicurezza aziendale integrata”, intesa come la predisposizione di modelli e regole, soprattutto comportamentali e trasversali. Questo al fine di garantire la custodia dei dati sensibili aziendali, della conoscenza, o detta in altri termini, dei beni intangibili e del cosiddetto know how aziendale, ciò che rappresenta il fattore competitivo di molte imprese italiane.

Come nasce l’idea di Sinecure ?

Sia dall’esperienza professionale che ho maturato lavorando con importanti società di marca e professionisti del settore, soprattutto occupandomi di anticontraffazione, proprietà intellettuale, spionaggio e controspionaggio aziendale, sia dagli studi universitari, essendo laureato in Scienze Investigative ed avendo frequentato un Corso di Perfezionamento in “Sicurezza e Criminologia”,  (per saperne di più: www.sinecure.it/direction).

Dopo diversi anni di attività professionale, mi sono reso conto che era giunto il momento di creare una struttura di riferimento per offrire, integrandosi con le competenze di altri professionisti, servizi innovativi specifici per le imprese.

Quali servizi offre Sinecure ?

La filosofia del progetto Sinecure ed il suo modello organizzativo sono preliminarmente incentrati su una profonda analisi dei processi e delle strutture proprie di ogni sistema aziendale complesso. Attraverso l’applicazione di questa metodologia analitica vengono articolate strategiche consulenze trasversali e multidisciplinari, affrontando la Sicurezza con una nuova prospettiva, contraddistinta da un approccio altamente applicativo attraverso training diretti, laboratori propedeutici, simulazioni tematiche e case study.

Per raggiungere tali obiettivi  Sinecure offre alle imprese tre diverse tipologie di macro-servizi:

  1. consulenze (www.sinecure.it/consulting) – allo scopo di valutare lo stato della sicurezza aziendale, dal punto di vista patrimoniale, fisico ed organizzativo-procedurale;
  2. intelligence (www.sinecure.it/intelligence) – analisi dei rischi aziendali sui beni intangibili (brands,  brevetti e know-how aziendale) quali valore aggiunto d’impresa, analisi dei dati relativi al trademark (retail, conocorrenza sleale, mercati paralleli) e possibili contraffazioni e usurpazioni, allo scopo di definire opportune ed efficaci  strategie di contrasto;
  3. formazione (www.sinecure.it/formation) – allo scopo di creare un modello condiviso di consapevolezza e percezione del valore aziendale, delle sue debolezze e quindi delle possibili azioni di protezione. L’esperienza mi ha insegnato che i comportamenti sbagliati delle persone, rappresentano il maggior grado di vulnerabilità delle imprese.

Quindi le imprese cosiddette “innovative” rappresentano il vostro target ?

In un mercato moderno, globalizzato ed altamente competitivo, un aspetto tipico e fondamentale della Sicurezza è oggi rappresentato dalla Security delle idee, del Made in Italy, delle tecnologie, dei marchi e dei brevetti, quali valori aggiunti e motivo di sviluppo economico e sociale delle imprese. Sinecure, in questa nuova logica progetta ed elabora consulenze mirate, risolutive e con alti standard d’eccellenza.

In realtà, tutte le imprese necessitano di una attenta valutazione e protezione dei rischi, ovviamente, alcune più di altre. Infatti il pericolo LOGO-MAFIA (neologismo che in breve identifica e riconcettualizza il fenomeno contraffattivo e lo spionaggio aziendale) è più presente, nella nostra quotidianità, di quanto in realtà si possa solo immaginare (per saperne di più leggi l’articolo pubblicato su Repubblica al link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/01/24/io-007-del-falso-vi-racconto-la.html). Si tratta semplicemente di (ri)indirizzarci verso una giusta consapevolezza percettiva.

Quali tipologie di imprese possono essere interessate ai vostri servizi ?

I servizi offerti da Sinecure sono trasversali a tutti i settori economici, abbracciando vari settori merceologici; infatti la LOGO-MAFIA rappresenta fondamentalmente un termometro del mercato e tutto verosimilmente si può copiare o imitare. Si tratta pertanto di servizi che interessano tutte le aziende che hanno marchi, brevetti, know how ed alte tecnologie.

Un problema che riguarda molte PMI italiane, è dato dalla necessità del controllo delle filiere produttive. L’esternalizzazione di processi produttivi, o di parte di essi, rappresenta sicuramente un vantaggio economico e strutturale per le imprese, ma c’è un forte rischio nel trasferimento del know how ai conto terzisti che bisogna tutelare e proteggere adeguatamente.

Quindi il messaggio è che occorre “mettere al sicuro il proprio know how”.

Esattamente. Molte imprese che operano nei settori abbigliamento, biomedicale, manifatturiero e ceramico, tanto per citarne alcuni, negli ultimi anni hanno fatto grandi passi verso tale approccio, con risultati notevoli in termini di competitività e innovazione.

E’ inutile investire in ricerca e sviluppo, seguire il prezzo del prodotto sul mercato, se nel contempo stai “concedendo” il tuo know how a qualcun altro, senza adottare le opportune strategie di controllo.

Soprattutto oggi, in tempi di crisi, aggiungo che è importante che le imprese proteggano almeno il proprio valore aziendale.

Proprio così. Evidenzierei anche che è importante che le imprese siano consapevoli del reale valore della propria azienda, soprattutto, come dici tu, in tempi difficili come questi.

Ci siamo mai chiesti perché imprese come Coca-Cola, Walt Disney, Nike, Microsoft non perdono il loro valore, anche se anch’esse hanno risentito negli ultimi anni delle fluttuazioni di mercato?

Immagino che sia lo stesso motivo per cui la Ferrero non potrà mai rinunciare al marchio Nutella …

Esattamente, perché il valore del marchio delle imprese sopraccitate, è superiore al valore totale dell’azienda (patrimoniale e commerciale).

Chiaro, a questo punto è inutile che ti faccia la domanda successiva, ovvero quali benefici ottiene l’impresa …

Riassumendo, i benefici che ottiene l’impresa già nel breve periodo, ma soprattutto nel medio-lungo, riguardano: la tutela del patrimonio e del valore aziendale, l’immagine sul mercato, la produttività aziendale (evitare la perdita di quote di mercato) e quindi in termini di redditività.

Puoi parlarci di alcuni casi trattati ?

Ti posso citare due casi definibili complessi.

L’Amministratore Delegato di un’impresa tessile aveva rinvenuto in occasione di una fiera all’estero alcuni suoi prodotti contraffatti. Abbiamo effettuato un accertamento, prodotto le prove e proceduto con il sequestro di oltre 200.000 prodotti contraffatti.

Un’azienda che opera nel settore alimentare ci ha incaricati di effettuare la valutazione di un nuovo marchio-prodotto aziendale di un competitor, non ancora uscito sul mercato, con conseguente acquisizione di informazioni riservate. Queste sono risultate poi strategiche per ridefinire alcune variabili aziendali in ambito produttivo, di strategie commerciali e di marketing.

Ho visto sul sito internet un questionario. Di che cosa si tratta ?

E’ un modo semplice ed immediato per avvicinare le imprese al delicato tema della Sicurezza. Gli imprenditori possono compilare on line un questionario di 10 domande, in modo da ottenere una immediata risposta riportante una prima e semplificata, analisi preventiva del grado di sicurezza della loro azienda, nonché alcuni dati statistici relativi la Security integrata (www.sinecure.it/questionnaire).

Concludendo, qual è il motto di Sinecure ?

Il successo di un sistema azienda è determinato dall’eccellenza delle risorse umane e rappresentato dal valore aggiunto dei beni intangibili.

Per ulteriori informazioni potete contattare il dott. Marcello Ferrarini all’indirizzo: m.ferrarini@sinecure.it

Andrea Lodi (andrea@andrealodi.it)

Mar 05

Assemblea regionale Fedagri Veneto: oltre 4,5 miliardi di fatturato annuo, tutelando i produttori e garantendo la sicurezza dei consumatori

ASSEMBLEA REGIONALE FEDAGRI VENETO: oltre 4,5 miliardi di fatturato annuo, tutelando i produttori e garantendo la sicurezza dei consumatori.


350 cooperative aderenti, 70.800 soci, 9.500 addetti, con un fatturato cresciuto di oltre il 40% dal 2006 ad oggi:
sono questi alcuni numeri delle associate a Confcooperative Fedagri Veneto, che si sono riunite per la loro Assemblea Regionale, presso l’hotel Crowne Plaza di Padova.

L’incontro si è aperto con i saluti di Bruno Nestori, presidente Confcooperative Veneto, il quale ha evidenziato come la cooperazione veneta sia riuscita a mantenere alti livelli occupazionali e produttivi nonostante i lunghi mesi di crisi. Un vero e proprio bilancio del periodo 2004-2009 dell’attività della federazione è stato illustrato da Antonio Melato, Presidente Fedagri Veneto: «Con il costante aumento del fatturato complessivo, che oggi arriva ai 4,5 miliardi di euro (nel 2007 era di 3,8 miliardi), stiamo dimostrando come sia possibile fondere competitività nel mercato e mantenimento dei valori cardine della cooperazione: valorizzazione dei prodotti dei soci del territorio attraverso la filiera corta, tracciabilità dei prodotti e il giusto rapporto qualità – prezzo». Rispetto al lavoro futuro che vedrà impegnata la Federazione, Melato ha spiegato che «oggi Fedagri può contare su una presenza nazionale di 2.000 punti vendita che controllano il 10% dell’intero fatturato. Nella nostra regione contiamo su oltre 150 spacci cooperativi, che producono in media il 12% del fatturato complessivo. Nei prossimi mesi Fedagri Veneto sarà impegnata a valorizzare questo patrimonio attraverso la creazione nel sito di Confcooperative Veneto, di una sorta di “motore di ricerca” dove il consumatore potrà trovare gli indirizzi dei punti vendita diretti delle nostre associate». «Siamo convinti che l’assunzione di responsabilità e l’autogoverno che da sempre ci caratterizzano saranno le armi vincenti in un contesto socio-economico e politico in evoluzione, ma determinato ad uscire dalla crisi. Nel corso del 2010 – ha concluso Melato – dovremo inoltre avere un dialogo più costruttivo con la politica, premendo in particolare sulla nuova programmazione agricola post 2013, senza dimenticare che – accanto ai buoni risultati ottenuti con i nuovi bandi del PSR-Piano di Sviluppo Rurale – serve una decisa semplificazione delle procedure e una sburocratizzazione dell’intero sistema».

Su questo tema è intervenuto anche Franco Manzato, vicepresidente Regione del Veneto e Assessore regionale all’agricoltura: «Il sistema – Regione, Assessorato, VenetoAgricoltura, Avepa – deve essere al servizio delle imprese e non un fardello burocratico. Il nostro ruolo deve essere di supporto al lavoro degli agricoltori, anche con azioni concrete: per esempio stiamo facendo pressione affinché il settore primario entri nella struttura di Veneto Sviluppo». Secondo Manzato: «Il sistema cooperativo ha il vantaggio di non essere orientato al profit ma di lavorare per il proprio associato, puntando al sostegno del reddito imprenditoriale. La Regione vuole dare un ulteriore aiuto a chi crede realmente nell’impresa, anche attraverso strumenti come il PSR che offre contributi dal 40 al 60% degli investimenti. Stiamo dialogando anche con la Cassa Depositi e Prestiti per mettere a disposizione del settore primario 300 milioni di euro di risorse finanziarie».

Tra gli altri temi presentati dall’Assessore Manzato, la valorizzazione dei marchi DOP e IGP, la maggiore integrazione tra settore agroalimentare e turistico, e l’opportunità di far entrare la cooperazione nei capitali della grande distribuzione.

Clodovaldo Ruffato, presidente della IV Commissione del Consiglio Veneto ha poi aggiunto che tra i prossimi obiettivi c’è un aumento delle risorse per il settore primario, finanziando Avepa e Veneto Agricoltura con i fondi provenienti dal bilancio generale complessivo della Regione e non con il bilancio dell’agricoltura (fondi assorbiti oggi per il 50% proprio dalle due realtà).

Nel suo intervento il presidente nazionale di Confcooperative Fedagri Maurizio Gardini ha evidenziato che: «siamo in una fase acuta di emergenza del settore agroalimentare, ma crediamo di riuscire ad accompagnare la maggior parte delle nostre associate fuori da questa congiuntura negativa. Crediamo che l’elemento vincente sarà la creazione di una filiera più efficiente, che dia maggiore reddito ai nostri soci, basata anche su un adeguamento delle nostre dimensioni a standard più competitivi. Inoltre dobbiamo garantire un ricambio generazionale della dirigenza, attraverso una serie di iniziative che garantiscano un’adeguata formazione». «La crisi – ha proseguito Gardini - è legata anche al mercato, visto che nel 2013 l’Unione Europea dovrà scegliere se sostenere la produzione agroalimentare interna ai confini comunitari: i produttori agricoli americani – che sono un quinto rispetto a quelli europei – possono però contare sul 60% in più di risorse pubbliche. In questo momento non solo i produttori agricoli, ma anche i consumatori non sono adeguatamente tutelati: a livello comunitario sono state prese decisioni per eliminare antiparassitari dannosi per la salute, ricorrendo ad alternative più onerose, però sulle tavole dei cittadini arrivano prodotti extraeuropei che non rispondono alle stesse normative e che quindi non offrono le medesime garanzie». Gardini ha inoltre illustrato il progetto nazionale “Qui da noi”, che attraverso la promozione della vendita diretta dei prodotti al consumatore, vuole creare un network tra le realtà produttive cooperative.

L’incontro ha visto la presenza anche del direttore di Fedagri nazionale Fabiola di Loreto.

Al termine della mattinata, si è proceduto con l’elezione degli organi di rappresentanza della Federazione Regionale e dei singoli settori. Antonio Melato è stato riconfermato alla presidenza regionale; nei singoli settori i presidenti eletti sono: Primo Anselmi – ortoflorofrutticolo, Valerio Cescon – vitivinicolo, Angelo Fontana – lattiero caseario, Pierluigi Lovo – zootecnico, Carlo Stocco – cerealicolo e servizi agricoli vari.