Jun 30

La marmellata di liquirizia

Un prodotto tipico tutto Calabria, per chi vuole deliziarsi in modo sempre nuovo e diverso.

E’ risaputo che la Calabria sforna tante originalità enogastronomiche provenienti dalla sua esclusiva tradizione culinaria, proposti sul mercato attraverso evoluti sistemi di commercio e/o portali di prodotti tipici, raggiungendo una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale ed oltre. Sarebbe infatti superfluo ricordare il gusto unico dei salumi della regione (la nduja, soprattutto), la schiettezza degli agrumi (le rinomate clementine della Piana di Sibari), l’eccezionale sapore della cipolla di Tropea, e tutti i vari prodotti derivati da queste peculiarità.

Liquirizia2 La marmellata di liquirizia

La liquirizia rappresenta una delle particolarità del territorio, considerando che la relativa pianta (Glycyrrhiza glabra) è nota ed impiegata in zona da molti secoli e – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”. Si tratta in particolare di una radice che nasce spontaneamente, dal gusto sorprendente e dalle innumerevoli proprietà benefiche. Dal relativo succo estratto si ricavano dei confettini neri e lucidi che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella nostra vita.

Il gusto eccezionale di questo prodotto e la sperimentazione di aziende locali, volta a trovare usi alternativi alla materia prima sì da dimostrarne tutta la versatilità nell’uso, ha fatto sì che, particolarmente in questi ultimi anni, il prodotto avesse un utilizzo sempre più insolito e variegato.

confliqui200p[1] La marmellata di liquirizia

Fu così che qualche lungimirante azienda ha provveduto a proporre la marmellata di liquirizia, anche se forse un po’ impropriamente si è attribuito tale denominazione, visto che per legge le marmellate sono solo di frutta, e considerando che una delle basi essenziali di questo composto è costituito, per l’appunto, dalla liquirizia: forse più opportunamente si sarebbe dovuto parlare di confettura di liquirizia.

In merito agli ingredienti utilizzati, infatti, si tratta di una preparazione a base di confettura di mele aromatizzata con polvere di liquirizia tassativamente calabrese, zucchero e null’altro. Dunque un prodotto totalmente naturale, senza conservanti e/o coloranti, così come il mercato dei prodotti genuini ed artigianali tassativamente impone e richiede. Ragione per la quale può, a giusta ragione, annoverarsi tra le specialità selezionate dall’ ACCADEMIA ITALIANA DEL PEPERONCINO.

La sensazione gustativa iniziale che si riceve è quella di una massa corposa che svela, in quantità, l’aromaticità della liquirizia. La dolcezza della confettura viene esaltata dalla “freschezza” che evolve in bocca e che lascia un retrogusto unico al palato e alle papille.

E’ ovvio che questa specialità alimentare può normalmente gustarsi in quanto marmellata, dunque come prodotto energetico da prima colazione, spalmata naturalmente su fette biscottate o crostini.

Tuttavia, la confettura di liquirizia dimostra tutta la sua originalità allorquando la si utilizza in maniera alternativa in cucina, così come suggerito nelle schede tecniche delle aziende che propongono il prodotto in rete. In fin dei conti è quanto si esige dalle originalità culinarie: stupire con delle preparazioni uniche, che sovvertano il ritmo frenetico del pranzo veloce di ogni giorno, magari rubato in tutta fretta durante una pausa lavoro.

P+c++liqr La marmellata di liquirizia

Si appalesa, infatti, tutta la sua “sciccosità” gastronomica ove accompagni formaggi cremosi con componenti acidule e strutture compatte. La crescenza, lo stracchino o anche la ricotta possono esserne l’esempio più calzante, anche facendo riferimento al bel rapporto cromatico scuro/candido, per dei fine pasto originali ed eccellenti. Qui il contrasto dolce/salato servirà a concludere in maniera eccezionale ogni pranzo, garantendo sicuro successo accordato da tutti i commensali.

DSCF1469 mini La marmellata di liquirizia

O, ancora, spalmandola o utilizzandola come farcitura per una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato o zucchero a velo, appalesando l’ eccezionale accordo cioccolato/liquirizia, un tocco di esclusività che non passerà inosservato, anzi sarà di certo apprezzato da grandi e piccini.

Se tutto ciò serve a stuzzicare la vostra golosità, val la pena sperimentare la marmellata o confettura di liquirizia.

Jun 15

Packaging: un’eccellenza italiana

Nell’economia odierna improntata all’acquisto e consumo di beni, un importante ruolo è rivestito dall’imballaggio, sia nell’attirare i clienti, sia per la sicurezza dei prodotti messi in commercio.

Ma se oggi una delle sfide più interessanti, ma soprattutto necessarie, è quella per un’economia sostenibile, il settore dell’imballaggio non è da meno. Si è aperta quindi la corsa alla ricerca e all’utilizzo di materiali nuovi, riciclabili, sostenibili e anche meno ingombranti. Come si sente ripetere spesso, la ripresa dalla crisi deve passare necessariamente dall’innovazione, è indispensabile quindi continuare a sperimentare e innovare, non solo sui prodotti ma anche sui processi produttivi. Quindi non solo una ricerca di materiali che siano riutilizzabili, ma anche di macchinari che consumino meno e che siano più efficienti, come le confezionatrici verticali, macchine specializzate che negli ultimi anni sono divenute sempre più rapide e pratiche.

Come è facile capire, uno dei materiali più usati è la carta o il cartone, che devono essere rigorosamente i riciclati e riciclabili. “Nel nostro paese” ha dichiarato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco “anche il riciclo di cellulosa, con la quale vengono prodotti l’80% degli imballaggi in carta e cartone, rappresenta una eccellenza.
Nel 2008 più del 70% degli oltre 4,6 milioni di tonnellate di imballi in cartone immessi al consumo è stato avviato a riciclo, sono 144 le discariche evitate in 10 anni, ed infine grazie al riciclo di carta e cartone ogni anno si sono risparmiate emissioni nocive in atmosfera pari al blocco del traffico per 6 giorni e 6 notti.”

A seconda della gamma di confezioni, devono essere usati differenti tubi formatori, che ormai esistono in diverse forme e leghe, da quelli rotondi a quelli a raggiera, per poter essere adoperati su svariati materiali e per poter creare diverse forme di imballaggio.

Comieco sta già lavorando ad uno studio che testimonierà (anche grazie al contributo diretto delle aziende utilizzatrici di imballaggi in carta e cartone e delle cartotecniche associate al Consorzio) come si stia passando dal concetto accademico di eco-design dell’imballaggio al concetto molto più attuale e concreto di imballaggio sostenibile tout-court, un bene dal basso impatto ambientale in grado di allungare la vita del prodotto migliorandone la fruizione del consumatore.

Il packaging riveste ormai un ruolo importante nella società attuale, per alcuni esso è addirittura una forma d’arte, e d’altronde ci sono diversi studi sulle forme, i colori, le fantasie. Il packaging è insomma un fattore competitivo, molto importante e determinante per molti settori dell’industria manifatturiera. Settori come quello alimentare, della cosmesi, l’industria farmaceutica devono molta parte dei loro risultati all’industria degli imballaggi, per loro la qualità delle soluzioni e dei materiali d’imballo e la rapidità di rispondere tempestivamente con nuove confezioni alle esigenze del mercato rappresentano leve competitive strategiche. Nuove e innovative soluzioni, come le confezionatrici automatiche, ma anche la molteplicità di soluzioni e dei materiali per soddisfare le più diverse esigenze, hanno reso le industrie di packaging italiane famose e apprezzate nel mondo per la capacità di integrare una cultura tecnica di eccellenza con l’abilità e la velocità nello sviluppo di soluzioni altamente personalizzate, a stretto contatto con il cliente.

A cura di Martina Meneghetti
Prima Posizione Srl – Google in Russia

Jun 12

Ghiaccioli fatti in casa

boy090 Ghiaccioli fatti in casaUtile vademecum sulla semplice preparazione di squisiti ed originali ghiaccioli fatti in casa.

Con la stagione calda il gelato, la granita ed il ghiacciolo in particolare, diventano gettonatissimi. E per averne sempre a portata di mano, senza spendere una fortuna, ecco qualche dritta su come prepararli in casa con ingredienti genuini ed economici. Un po’ una mania quella che sta dilagando negli ultimi tempi, quasi una tendenza che va via via consolidandosi, quella della ricerca del prodotto genuino ad ogni costo, come se ci fossimo trasformati in un popolo di perfetti salutisti. In molti puntano, oltre che alla salute, anche al risparmio, e non a torto. Infatti se pensiamo a come i costi negli ultimi anni siano notevolmente aumentati, ci accorgeremo anche di come i nostri consumi siano diminuiti. Magari ci limitiamo ad acquistare i prodotti strettamente necessari o ci rivolgiamo alle catene di discount dove i prezzi sono più bassi.

Ma perché sacrificare la qualità di un prodotto quando possiamo risparmiare facendolo comodamente in casa? È il caso dei ghiaccioli, molto amati dai più piccoli, che vorrebbero mangiarli anche in inverno. Molti nutrizionisti concordano sul fatto che il prodotto fatto in casa, appunto perché più naturale, faccia bene ed è decisamente più nutriente e sano rispetto a quello industriale. Nella maggior parte dei casi questo annovera nelle relative etichette una sequela di conservanti e coloranti, utilizzati per esigenze igieniche e/o di tenuta lungo la filiera distributiva: dunque, ed a conti fatti, sicuramente dannosi per i bambini, ragione in più per confezionarli in casa.

Ed allora, come poter ottenere dei ghiaccioli in casa, di facile fattura, con dei gusti originali, ed in ogni caso economici ed abbordabili in termini di prezzo, garantendoci la gioia e la soddisfazione dei bambini??

 Ghiaccioli fatti in casa

Anzitutto bisogna disporre di stampi per ghiaccioli, facilmente acquistabili a prezzi abbordabilissimi presso negozi di articoli per la casa, mentre per quando riguarda i relativi ingredienti si può ricorrere, conferendo un gusto unico ed originale al preparato, alla rete e.commerce di prodotti tipici calabresi, utilizzando la pasta di mandorla necessaria alla preparazione della relativa bevanda (“il latte di mandorla”), diluirne il composto secondo le indicazioni tipiche della bevanda (200gr sono sufficienti per la preparazione di oltre 1lt di rinfrescante bibita), e riporre le formine così ripiene nel congelatore. In poco tempo si potrà così disporre di originali leccornie per tutta la famiglia, dai gusti variegati: tradizionale, menta, fragola, caffè e liquirizia, tassativamente quella calabrese.

 Ghiaccioli fatti in casa

La pasta per il latte di mandorla, poi, dimostra tutta la sua versatilità con delle alternative d’uso in cucina. Infatti può esser facilmente utilizzata nella preparazione del gelato fatto in casa, unendola al composto in fase di lavorazione e garantendo una connotazione di originalità e gusto; oppure,  ove il gelato sia quello industriale normalmente acquistato nella distribuzione, usandolo a piccoli tocchetti per guarnire le coppette prima di essere servite (una piccola attenzione che certo non passerà inosservata ai conviviali, nel fine pasto); o infine, sulle macedonia di frutta fresca, e sicuramente il periodo è quello ottimale.

Insomma basta davvero poco per avere sempre in casa gelati e ghiaccioli genuini originali, senza spendere una fortuna, facendo la gioia di grandi e piccini. E poi, con le scuole ormai chiuse, bisogna inventarsi un modo per intrattenere piacevolmente i nostri figli, in quei lunghi, meravigliosi pomeriggi estivi, che magari, nei ricordi degli adulti, avranno anche il gusto di ghiaccioli artigianali dei bei tempi andati!!

Jun 10

IGP all’Aceto Balsamico di Modena

E’ stata assegnata oggi l’Indicazione Geografica Protetta all’Aceto Balsamico di Modena
Un risultato eccellente, pervenuto dopo quasi quindici anni.
Soddisfazione da parte di tutti i produttori.

Era il 1994 quando venne presentato il primo disciplinare per la registrazione della denominazione “Aceto Balsamico di Modena” da parte del Consorzio Aceto Balsamico di Modena. Oggi, 10 giugno 2009 da Bruxelles è arrivata la ‘fumata bianca’ per la IGP al prodotto di Modena.
Una procedura, quella della registrazione come IGP, che sembrava cosa semplice, e che invece si è snodata in un incredibile percorso di ritiri e presentazioni della domanda, ricorsi e controricorsi, e ritardi, ritardi, ritardi.
Complice della situazione una certa gelosia, oggi svanita, tra i produttori dell’ Aceto Balsamico di Modena e quelli del più nobile e ricercato Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, oltre che il crescente interesse da parte di molti produttori stranieri e fuori zona a rallentare l’iter, nel tentativo di sfruttare il crescente successo commerciale del prodotto, con tentativi di proporre ‘aceti balsamici’ imitativi.
In realtà. Le leggi europee dettano norme precise sulle denominazioni degli aceti (la parola aceto deve sempre essere accompagnata dal nome della materia prima: aceto di vino, di riso, di mele, etc) e non prevedono che un aceto possa chiamarsi ‘balsamico’. Con l’eccezione di quello di Modena, ovviamente.
Ma l’interesse commerciale sul prodotto si è fatto tanto grande, che ben due Paesi, la Grecia e la Germania, hanno fatto opposizione alla registrazione, facendo sapere che essi avrebbero dato il proprio assenso solo quando l’Italia – o la Commissione – avessero riconosciuto loro il diritto di utilizzare le parole ‘aceto balsamico’.
Dopo estenuanti trattative, condotte dal Ministero in pieno accordo con i produttori e con le Istituzioni locali (Regione e Provincia) si è riusciti a convincere la Commissione, ed oggi è stato finalmente rilasciato il nulla-osta all’unanimità dei rappresentanti dei 27 Paesi, con la sola astensione – una astensione ‘tecnica’ della Francia.

Grande soddisfazione è stata espressa dai produttori e dal Consorzio al Ministro Zaia, che ha voluto personalmente dare la notizia durante la Conferenza Stampa organizzata a Milano per l’inaugurazione della manifestazione Tutto Food.
Finalmente si potrà operare con regole omogenee ed uguali per tutti, e soprattutto si godrà della protezione europea per il nostro prodotto.
La strada non è in discesa, l’aceto balsamico di Modena è molto imitato in tutto il mondo (anche e soprattutto fuori dai confini europei): occorre ora istituire appropriate campagne di difesa e tutela della denominazione, così come attività promozionali tese a far conoscere su tutti i mercati questo eccellente prodotto.

Cesare Mazzetti
Presidente
Consorzio Aceto Balsamico di Modena

Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena (CABM) è stato fondato nel 1993 dai più storici produttori modenesi, e da sempre si è posto come primo obiettivo il conseguimento della IGP al prodotto.

Jun 10

Ultime tecnologie nel confezionamento e la loro importanza oggi

Girando per i supermercati possiamo notare come vengono confezionati i prodotti alimentari. Dietro ai banconi, possiamo vedere tutto “in diretta” in quanto i dipendenti che non servono la clientela, si occupano di confezionare i prodotti come gli affettati, i formaggi, le carni).

Si tratta di operazioni molto importanti al fine di garantire una conservazione adatta al tipo di alimento in oggetto. Una delle tecniche di confezionamento alimentare è dato dall’utilizzo di biomateriali. L’idea è partita dal Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Ma cosa sono i biomateriali? Si tratta di materiali biologici realizzati con materiali di scarto che non danno problemi in un secondo momento con lo smaltimento. Un’altra tecnica per il confezionamento alimentare è il cosiddetto “MAP”, ovvero effettuato in ambienti controllati. La sigla MAP è l’abbreviazione di “Modified atmosphere packaging”.

E’ tra i metodi più usati in quanto sono tanti i vantaggi che offre. Segnaliamo ad esempio la riduzione della rancidità da ossidazione con la conseguenza di deterioramento di particolari alimenti come la patatine e similari. Un rischio di un cattivo confezionamento è dato dalla formazione delle muffe e parliamo anche in questo caso di prodotti da forno. La muffa può essere combattuta usando particolari atmosfere (anidride carbonica e azoto nella misura del 99%). Alcuni alimenti se non confezionati nel modo adatto si deterioreranno molto tempo prima degli altri. In alcuni casi, il deterioramento può avvenire a causa degli insetti. Per ovviare a questo inconveniente, è opportuno scegliere il confezionamento con azoto. Questo tipo di confezionamento consente un’ottima conservazione di diversi alimenti come per esempio il caffè. L’azoto garantisce una lunga conservazione dell’alimento in questione. Abbiamo parlato quindi di tre tipi di gas utilizzati nel confezionamento dei prodotti alimentari per la loro conservazione, e sono : l’azoto, l’anidride carbonica e l’ossigeno. Vediamo ora per ognuno di loro, le caratteristiche e i loro “compiti”. L’azoto è il gas più inerte degli altri, verso gli alimenti e questo viene veicolato mediante gli impianti estrazione aria.

Non presenta né colore, né odore ed è tra i più utilizzati per confezionare gli alimenti. L’anidride carbonica è un gas solubile e si utilizza per tenere lontano le muffe e i batteri. Questo tipo di gas però, essendo appunto solubile, può alterare i gusti degli alimenti, in quanto può essere assorbito dagli stessi. L’ossigeno è il gas più utilizzato per tutti i tipi di prodotti alimentari. Soffermiamoci ora sulle confezioni sottovuoto. Le macchine industriali che effettuano questo tipo di lavoro sono fatte a “campana”. Le buste sono disposte all’interno della campana e grazie al funzionamento dei una pompa, si ottiene appunto la confezione sottovuoto. Metodo semplice che permette agli alimenti una lunga conservazione. Questo tipo di confezionamento, ottenuto mediate l’utilizzo di tramogge inox, viene utilizzato per le carni, che però di contro hanno il fatto che tendono ad annerirsi facilmente. Se invece si tratta di alimenti tipo affettati, all’apertura della confezione, possiamo trovare l’inconveniente delle fettine “schiacciate”.

Sulle confezioni solitamente vi è riportato il metodo di confezionamento che è stato utilizzato. Sul web inoltre potete trovare e approfondire questo argomento per conoscere meglio le tecniche di confezionamento dei prodotti alimentari.

A cura di Pinuccia Carbone distribuito da
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