ECCELLENZE VENETE, REVISIONI STRUTTURALI, RIDUZIONE DELLA BUROCRAZIA.
Sono queste alcune delle tematiche emerse nel corso della TAVOLA ROTONDA con Franco Manzato, Assessore Regionale all’Agricoltura CRISI E PROSPETTIVE DELL’AGROALIMENTARE VENETO – IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE promossa da Fedagri Veneto
Un pomeriggio di dibattito e confronto tra l’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato e i vertici di Fedagri Veneto, per trovare soluzioni e opportunità per contrastare la crisi che sta attraversando il settore agroalimentare, evidenziando i punti di forza regionali. È questa la sintesi dell’incontro – tenutosi mercoledì presso la sede di Confcooperative Veneto – promosso proprio da Fedagri, che nella nostra Regione conta oltre 340 cooperative aderenti, circa 65.000 soci e un fatturato annuo di oltre 4,8 miliardi di euro.
A inaugurare l’incontro Bruno Nestori, presidente Confcooperative Veneto, che ha ricordato la crescita costante – in termini occupazionali e di fatturato – che ha caratterizzato Fedagri anche quest’anno, nonostante la crisi economica. L’apertura del dibattito è stata affidata ad Antonio Melato, Presidente Fedagri Veneto «La cooperazione agroalimentare offre delle oggettive garanzie di qualità e di eccellenza: il 90% del prodotto lavorato proviene dagli associati e ben il 12% è venduto direttamente al consumatore attraverso i nostri spacci. Offriamo prodotti garantiti da costanti controlli e tracciabili grazie all’etichettatura che consente di riconoscere l’origine locale. Specificità che da sempre ci caratterizzano e che anche la politica ci riconosce: con questo incontro vogliamo proseguire il dialogo diretto e costruttivo tra i vertici decisionali della Pubblica Amministrazione e il nostro sistema produttivo, storicamente caratterizzato da produzioni di eccellenza e di elevata genuinità ma troppo spesso penalizzato dalle piccole dimensioni di molti dei nostri associati. Numerosi i temi che – a partire da questo incontro – porteremo all’attenzione della Regione: la programmazione agricola post 2013, la semplificazione delle procedure, la necessità di maggiori investimenti destinati alla promozione dell’agroalimentare veneto».
Ampio spazio è stato dato alle istanze dei presidenti dei singoli settori di Fedagri. Carlo Stocco – Presidente Settore Agricole Varie e Servizi (oltre 767 mln di euro di fatturato) ha denunciato le problematiche legate alla produzione, in particolare di cereali, penalizzata da una concorrenza estera basata su prodotti di qualità non controllabile e con costi di produzione inferiori a quelli italiani. Il difficile confronto con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) è stata la base dell’intervento di Primo Anselmi – Presidente Settore Ortofrutticolo (circa 343 mln di euro), il quale ha evidenziato anche le difficoltà legate alla promozione dei prodotti locali, per la quale è richiesto un maggior contributo regionale. Valerio Cescon – Presidente Settore Vitivinicolo (497 mln di fatturato) ha sottolineato l’importanza dell’esportazione – le cooperative vitivinicole venete contano su una produzione annua di 5mln di ettolitri – e i benefici derivanti dalla riforma OCM approvata a Bruxelles ma anche le difficoltà dell’accesso ai bandi e la necessità di una maggiore semplificazione procedurale. Secondo Pierluigi Lovo – Presidente Settore Zootecnico (2,8 miliardi di euro annui) anche se il Veneto è il maggior produttore di carne bovina in Italia, mancano le tutele ai produttori (l’unica UPI veneta attende da 5 anni i finanziamenti) e scarseggiano le informazioni per i consumatori, spesso poco informati sulle differenze qualitative tra la carne locale e quella di provenienza estera. In conclusione Angelo Fontana – Presidente Settore Lattiero-Caseario ha rilevato il valore di alcune eccellenze venete riconosciute a livello internazionale – tra le quali DOP Asiago, Piave, Casatella trevigiana – ma anche le difficoltà di un settore penalizzato dalla difficoltà di programmare la produzione e dal confronto con gli altri Paesi Europei, e che oggi sopravvive grazie ai contributi PAC.
Una problematica evidenziata da tutti i presidenti, che coinvolge in modo trasversale ogni settore dell’agroalimentare, è l’eccessivo carico burocratico a cui sono sottoposti gli imprenditori agricoli, spesso costretti a destinare risorse che sarebbero dedicate agli investimenti a consulenti che gestiscono le pratiche.
Nel suo intervento l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, oltre a rispondere alle richieste dei presidenti di settore, ha annunciato che le prossime iniziative regionali saranno volte proprie a risolvere il “problema burocrazia”: «I prossimi dieci giorni saranno cruciali: attraverso una serie di provvedimenti, che coinvolgeranno Avepa, Veneto Agricoltura e lo Sportello Unico delle Imprese, rivoluzioneremo il sistema agricolo del Veneto. Nei prossimi mesi daremo il via a una serie di revisioni strutturali che renderanno più competitivo l’agroalimentare regionale, grazie a una riduzione sostanziale degli adempimenti amministrativi, a nuovi strumenti finanziari, a una gestione più razionale ed efficiente delle risorse». «L’obiettivo finale – ha proseguito Manzato - è di far crescere il reddito degli imprenditori agricoli, attraverso una riduzione delle spese – in primis quelle derivanti dagli oneri burocratici – o a un aumento della produttività, anche grazie alla promozione dell’innovazione e della ricerca, che dovranno portare a risultati direttamente applicabili al mondo agricolo».
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