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	<title>Comunicati Stampa &#187; arte</title>
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	<description>Pubblica (introduci) gratis comunicati stampa nel primo blog italiano dedicato Comunicati-Stampa.com</description>
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		<title>Mostra personale di Andrea Francolino a la Galerie 208 di Parigi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavialanza6</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
La Galerie 208 vi invita alla personale di Andrea Francolino
Dal 18 marzo  al 14 aprile 2010
Vernissage: giovedì 18 marzo
dalle 19.00 alle 21.00
L’artista sarà presente all’inaugurazione
La Galerie 208 Chicheportiche ospita la personale di Andrea Francolino. Patricia Chicheportiche, è l’ideatrice di questo luogo d’incontro con artisti internazionali che trattano temi dell’universo dei mass media e dell’opinione pubblica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>La <strong>Galerie 208 </strong>vi invita alla personale di <strong>Andrea Francolino</strong><br />
Dal 18 marzo  al 14 aprile 2010</p>
<p><strong>Vernissage:</strong> giovedì 18 marzo<br />
dalle 19.00 alle 21.00</p>
<p><strong>L’artista sarà presente all’inaugurazione</strong></p>
<p>La Galerie 208 Chicheportiche ospita la personale di <strong>Andrea Francolino</strong>. Patricia Chicheportiche, è l’ideatrice di questo luogo d’incontro con artisti internazionali che trattano temi dell’universo dei mass media e dell’opinione pubblica, con lo scopo di acquisire una visione prospettica dell’evoluzione del nostro contemporaneo.</p>
<p>In questo momento storico fatto di summit sull&#8217;ambiente, crisi economica e spazzatura invadente, l&#8217;arte <strong>consumistica &amp; consumata</strong> di Andrea Francolino testimonia il nostro vivere contemporaneo. L’artista seleziona i “miti” e li proietta su Packagings, Frontal Boxes, Frontal Bags e Frontal Labels. Uno scherzo, che tradotto in un linguaggio fatto di slogan, marchi e giochi di parole racconta molte cose con ironia lanciando messaggi spesso taglienti ma sempre immediati. Un gioco ironico, che non dimentica mai la realtà. Le domande che sorgono al momento di trasferire un’icona in un’immagine nuova, sono svariate: ma accomunate dalla rappresentazione. Da qui, la realizzazione pubblicitaria di soggetti (i cui corpi, messi in posa appartengono a perfetti sconosciuti) e miti che sarebbe fuori luogo vedere su cartelloni pubblicitari o sulle pagine delle riviste.  Ma che si trasformano in opere d’arte “consumistiche”. Icone sempre attuali, come Fidel Castro o il pittore Francis Bacon, vengono rivisitate da Andrea Francolino in maniera inusuale dettando chiari inviti al consumismo capitalistico. È per questo motivo che Fidel diventa “Lidl” o Francis Bacon, interprete del dolore di vivere, mangiucchia solitario l’omonimo hamburger: Mc Bacon. E ancora, Mao Tze Tung diventa Miauz nell’istante in cui viene sorpreso a cucinare un gatto con contorno di crocchette. In questo caso, ironicamente, si gioca sul nome e sul fatto. Come per Michael Jackson, trasformato in “plus blanc de blanc” grazie al noto detersivo; e della sua amica del cuore, l’attrice Liz Taylor famosa per i suoi gioielli kolossal, che viene sì riprodotta nel massimo della sua bellezza, ma sgranocchia crackers in felpa e jeans.</p>
<p>L’ironia è un ingrediente ricorrente dell’arte di Francolino, ma non l’unico. Diventa un mezzo comunicativo per raccontare l’epoca che stiamo vivendo, un’epoca in cui il contenitore è più importante del contenuto. E il consumismo sfrenato ci vede il più delle volte gettare l’involucro, il “packaging” ancora intriso di quel prodotto che non abbiamo del tutto consumato. Oggi (ed è qui che l’artista punta il dito accusatore) si utilizzerebbe chiunque pur di vendere un prodotto. A prescindere da chi è stato, o cosa abbia fatto. Di conseguenza, il “packaging” si evolve ingigantendo la parte anteriore e trasformandosi in Frontal Box, Frontal Bag e Frontal Label per sottolineare una dismisura che a sua volta viene presentata nelle 3 classiche misure Small, Medium, Large. Ma c’è di più. L’insoddisfazione sociale ci spinge a sfogarci nello <strong>shopping compulsivo</strong>, e la malsana abitudine allo spreco ci fa comprare sempre di più senza preoccuparci che la maggiorparte di ciò che abbiamo acquistato scadrà nello scaffale della dispensa senza essere consumato. Ecco, allora, le nuove opere chiamate <strong>Compulsive</strong> che vedono la smodata ripetizione del prodotto. Come il detergente spray “KILL IT BANG!”, che analizza un tema scottante come l’assassinio di leaders politici e non, raffigurati nel cronologico ordine della loro morte, lasciando ai posteri l’interrogativo (ToBe Continued) di chi sarà il prossimo. Perché dietro alla loro morte si nasconde un interesse, politico o tristemente economico? Arte da scaffale, arte che si serve di soggetti improbabili che facciano da “testimonials”. Arte che diventa archeologia contemporanea. Arte che racconta al futuro ciò che è stato il nostro presente. Attraverso i prodotti che abbiamo consumato. <strong><em>di </em></strong><strong><em>Stefano Bianchi</em></strong></p>
<p>In collaborazione con la galleria Fabbrica Eos di Milano.</p>
<p>Galerie 208 Chicheportiche</p>
<p>208 bvd Saint Germain, 75007 Paris</p>
<p>T/F : +33 1 42 50 30 24 / <a href="http://mail.fabbricaeos.it/src/compose.php?send_to=contact%40galerie208.com">contact@galerie208.com</a> /  <a href="http://www.galerie208.fr/">www.galerie208.fr</a></p>
<p>Press Office -  Andrea Francolino:<br />
Eleonora Tarantino<br />
Press&amp;Media<br />
Tel: +39 02 55010760<br />
pressmedia@coolmag.it</p>
<p>Informazioni pratiche:<br />
Orari:      Lunedì: 14h-19h<br />
Martedì-Sabato: 10h-19h<br />
Metro:     Saint-Germain-des-Prés (Linea 4)<br />
Rue du Bac (Linea 12)<br />
Bus : 39, 63, 70, 86, 87, 95, 96</p>
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		<title>Helena Markus propone il meglio dell&#8217;arte Giapponese</title>
		<link>http://www.comunicati-stampa.com/arte/helena-markus-propone-il-meglio-dellarte-giapponese/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>promoita</dc:creator>
				<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte antica]]></category>
		<category><![CDATA[arte giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[paraventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Helena Markus presenta la sua passione e il suo amore per l'arte Giapponese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.comunicati-stampa.com%2Farte%2Fhelena-markus-propone-il-meglio-dellarte-giapponese%2F"><br />
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			</a>
		</div>
<p>Nella sua galleria di Milano che non a caso si chiamava &#8220;<em>Japanese Works of Art</em>&#8220;, <strong>Helena Markus</strong>, fin dal 1986, ha esposto quanto di meglio si potesse trovare per le opere di antica arte Giapponese.</p>
<p>Con una grande esperienza nel settore e dopo lunghi anni di ricerche ed un &#8220;Master of Arts&#8221; ottenuto all&#8217;Università di Oxford, <strong>Helena Markus</strong> è non solo una grande appassionata di <strong>cultura ed arti Giapponesi</strong>, ma una vera e propria esperta in questo affascinante e difficile settore, dove per poter valutare e conoscere bene ogni pezzo è necessaria una conoscenza approfondita delle tecniche e della storia del Giappone.</p>
<p>Trasferitasi da pochi anni in Piazza della repubblica a Milano, in un bellissimo spazio situato vicino alla propria abitazione, <strong>Helena Markus</strong> ha cambiato la denominazione della propria attività in &#8220;<em>Helena Markus Antique Japanese Screens</em>&#8221; per porre ancora di più l&#8217;accento su questa sua specializzazione in <a title="Paraventi Giapponesi Antichi" href="http://www.orientalart.it" target="_blank">paraventi Giapponesi</a> e in vere e proprie opere d&#8217;arte realizzate nel paese del sol levante.</p>
<p><strong>Helena markus</strong> nel corso degli anni, ha pubblicato molti libri su questo argomento, ha realizzato cataloghi ragionati creati per le varie mostre che si sono tenute sia in galleria ma anche in altre locations, e ormai da molti anni è un aprotagonista di tutte le principali mostre antiquarie della città e internazionali.</p>
<p>Per ulteriori informazioni e approfondimenti si può consultare il sito web <strong>www.orientalart.it </strong>dove traspare l&#8217;amore per questa terra e per la sua arte, fatta di antichi dipinti, di stupendi <a title="Antichi paraventi Giapponesi" href="http://www.orientalart.it" target="_blank">antichi paraventi</a>, pannelli e xilografie che trasmettono tutta la ricchezza e la raffinatezza di questa millenaria civiltà.</p>
<p>Orientalart &#8211; Tel 02 65.75.794 &#8211; Fax 02 92.87.71.68</p>
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		<title>Novecento a Napoli (1910-1980) per un museo in progress</title>
		<link>http://www.comunicati-stampa.com/arte/novecento-a-napoli-1910-1980-per-un-museo-in-progress/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civita</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
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Conferenza stampa
Napoli, Castel Sant’Elmo
4 marzo 2010 &#8211; ore 12.00
Nato da un progetto di Nicola Spinosa, il Museo intende documentare, attraverso una selezione condotta con metodo storico-critico, quanto realizzato a Napoli nel corso del Novecento, entro i limiti cronologici indicati, nel campo della produzione artistica; in particolare, da quanti si applicarono, in quegli anni, soprattutto o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Conferenza stampa<br />
Napoli, Castel Sant’Elmo<br />
4 marzo 2010 &#8211; ore 12.00</p>
<p>Nato da un progetto di Nicola Spinosa, il Museo intende documentare, attraverso una selezione condotta con metodo storico-critico, quanto realizzato a Napoli nel corso del Novecento, entro i limiti cronologici indicati, nel campo della produzione artistica; in particolare, da quanti si applicarono, in quegli anni, soprattutto o quasi esclusivamente,  in pittura, scultura e in varie sperimentazioni grafiche. Così da costituire uno strumento indispensabile, ma in città fino a oggi del tutto assente o quasi, perché dell’ arte a Napoli nel secolo scorso possano essere adeguatamente evidenziati, come per altri aspetti e momenti della precedente vicenda artistica documentati in vari musei napoletani, ma non solo, tendenze e scelte, ruoli e incidenze, nel campo più vasto delle diverse esperienze condotte in altri ambiti culturali, sia locali che nazionali e internazionali. </p>
<p>Per questo  nuovo  Museo, che si aggiunge alle altre strutture affini dipendenti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, realizzato, intenzionalmente e significativamente negli spazi del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo adiacenti la Biblioteca e la Fototeca di Storia dell’Arte aperte al pubblico, sono state selezionate ed esposte circa 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani, ma con l’aggiunta anche di alcune presenze di artisti non napoletani, che con ruoli diversi furono attivi in città.<br />
Si tratta di un nucleo notevole di dipinti, sculture, disegni o incisioni costituito integralmente con opere provenienti dalle stesse raccolte museali della Soprintendenza, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e, soprattutto, con donazioni o con la formula del ‘comodato’, oggi sempre più diffusa in Italia e da tempo all’estero, di generosi artisti e collezionisti privati. Con il programma o l’auspicio che si tratti solo di un primo nucleo, che, con gli anni a venire, possa ulteriormente accrescersi, così da documentare altri, diversi e successivi aspetti della produzione artistica napoletana, ma non solo, del secolo scorso, per i quali al momento si è ritenuto più opportuno sospendere ogni giudizio critico non basato su sempre indispensabili basi storiche. </p>
<p>La scelta degli artisti e delle opere è stata curata da Angela Tecce, direttrice del complesso di Castel Sant’Elmo, con la costante collaborazione dello stesso Nicola Spinosa, mentre la realizzazione del Museo si è resa possibile per il diretto coinvolgimento nel progetto della Regione Campania-Assessorato al Turismo e Assessorato ai Beni Culturali, con l’utilizzo dei fondi disponibili grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013.<br />
La Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l&#8217;Architettura e l&#8217;Arte Contemporanee ha concorso, per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,  alla realizzazione dei relativi apparati didattici, informativi e audiovisivi. Con il contributo di Italcoat, Metropolitana di Napoli, Seda Group.</p>
<p>‘Novecento a Napoli’ si articola attraverso un percorso cronologico suddiviso per sezioni: dalla documentazione della Secessione dei ventitré (1909) o del primo Futurismo a Napoli (1910-1914) al movimento dei Circumvisionisti e del secondo Futurismo (anni Venti-Trenta); dalle varie testimonianze su quanto si produsse tra le due guerre alle esperienze succedutesi nel secondo dopoguerra (1948-1958), dal Gruppo ‘Sud’ al cosiddetto Neorealismo, dal gruppo del M.A.C. all’Informale o al Gruppo ’58. Seguono le sezioni riservate agli anni Settanta, con particolare riferimento, ma non solo, alle Sperimentazioni Poetico-visive e all’attività dei gruppi legati alle esperienze condotte nel campo del sociale. Fino all’ultima sezione, dove è documentata l’attività di quanti, pur continuando a operare dopo l’80 sperimentando linguaggi diversi, si erano già affermati in città in quel decennio, prima che il terribile sisma del 23 novembre colpisse e segnasse nel profondo realtà e prospettive di Napoli e di altre aree meridionali. </p>
<p>Sono state, pertanto, selezionate ed esposte opere di: Carlo  Alfano,  Enrico Baj, Mathelda Balatresi, Renato Barisani, Guido Biasi, Andrea Bizanzio, Giovanni Brancaccio, Giannetto Bravi, Emilio Buccafusca, Enrico Bugli, Francesco Cangiullo, Giuseppe Capogrossi, Luciano Caruso, Guido Casciaro, Giuseppe Casciaro, Luigi Castellano (Luca), Raffaele Castello, Alberto Chiancone, Vincenzo Ciardo, Francesco Clemente, Carlo Cocchia, Mario Colucci, Mario Cortiello, Salvatore Cotugno, Luigi Crisconio, Edgardo Curcio, Renato De Fusco, Lucio del Pezzo, Crescenzo Del Vecchio Berlingieri, Armando De Stefano, Gianni De Tora, Fortunato Depero, Giuseppe Desiato, Bruno Di Bello, Gerardo Di Fiore, Carmine Di Ruggiero, Baldo Diodato, Salvatore Emblema, Francesco Galante, Saverio Gatto, Vincenzo Gemito, Manlio Giarrizzo, Edoardo Giordano (Buchicco), Franco Girosi, Emilio Greco, Raffaele Lippi, Nino Longobardi, Luigi Mainolfi, Antonio Mancini, Giuseppe Maraniello, Tommaso Marinetti, Stelio Maria Martini, Umberto Mastroianni, Rosaria Matarese,  Elio Mazzella,  Luigi Mazzella, Emilio Notte, Mimmo Paladino, Maria Palliggiano, Franco Palumbo, Rosa Panaro, Edoardo Pansini, Guglielmo Peirce, Augusto Perez, Mario Persico, Giuseppe Pirozzi, Gianni Pisani, Carmine Rezzuti, Clara Rezzuti, Paolo Ricci, Guglielmo Roehrssen di Cammarata, Errico Ruotolo, Corrado Russo, Mimma Russo, Quintino Scolavino, Domenico Spinosa, Bruno Starita, Federico Starnone, Tony Stefanucci, Guido Tatafiore, Ernesto Tatafiore, Giovanni Tizzano, Ennio Tomai,  Raffaele Uccella, Maurizio Valenzi,  Antonio Venditti, Gennaro Villani, Eugenio Viti, Elio Waschimps, Natalino Zullo. </p>
<p>Il Museo dispone, inoltre, di un catalogo edito da Electa, con le presentazioni del Presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino, del Direttore Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l&#8217;Architettura e l&#8217;Arte Contemporanee Roberto Cecchi e del Soprintendente  Lorenza Mochi Onori; una premessa di Nicola Spinosa, una introduzione della Direttrice Angela Tecce; e con saggi critici di Maria Antonietta Picone Petrusa, Angela Tecce, Mario Franco e Aurora Spinosa, Katia Fiorentino.</p>
<p>Organizzazione Civita</p>
<p>Didattica: Le Nuvole\Pierreci\Progettto Museo<br />
Video di Mario Franco</p>
<p>Orario: tutti i giorni ore 10-19; martedì chiuso<br />
Ingresso: € 3,00<br />
Informazioni: 848 800 288;dall’estero e dai cellulari 0039.06.39967050</p>
<p>Ufficio stampa:<br />
Soprintendenza, Simona Golia tel. 081 2294478 fax 081 2294498;<br />
polomusna.uffstampa@arti.beniculturali.it<br />
Civita, Barbara Izzo, Arianna Diana  tel. 06 692050220-258;  izzo@civita.it<br />
Electa Enrica Steffenini tel. 02 21563433;  elestamp@mondadori.it;<br />
Carolina Perreca tel. 081 4297435; comunicazione.napoli.electa@mondadori.it</p>
<p>Il Museo verrà inaugurato giovedì 4 marzo, alle ore 18.00<br />
Sarà aperto al pubblico da venerdì 5 marzo</p>
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		<title>Le offerte di Ars Hotels Firenze per una mostra imperdibile: De Chirico, Ernst, Magritte e Balthus a Palazzo Strozzi</title>
		<link>http://www.comunicati-stampa.com/eventi/le-offerte-di-ars-hotels-firenze-per-una-mostra-imperdibile-de-chirico-ernst-magritte-e-balthus-a-palazzo-strozzi/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Intarget.net</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi firenze]]></category>
		<category><![CDATA[hotel Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[mostra firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile, al Palazzo Strozzi di Firenze, la catena alberghiera Ars Hotels Firenze propone speciali pacchetti di soggiorno nei suoi hotel.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.comunicati-stampa.com%2Feventi%2Fle-offerte-di-ars-hotels-firenze-per-una-mostra-imperdibile-de-chirico-ernst-magritte-e-balthus-a-palazzo-strozzi%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.comunicati-stampa.com%2Feventi%2Fle-offerte-di-ars-hotels-firenze-per-una-mostra-imperdibile-de-chirico-ernst-magritte-e-balthus-a-palazzo-strozzi%2F&amp;source=comunicati&amp;style=normal" height="61" width="50" title="Le offerte di Ars Hotels Firenze per una mostra imperdibile: De Chirico, Ernst, Magritte e Balthus a Palazzo Strozzi" alt=" Le offerte di Ars Hotels Firenze per una mostra imperdibile: De Chirico, Ernst, Magritte e Balthus a Palazzo Strozzi" /><br />
			</a>
		</div>
<p>In occasione della mostra <strong>De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile</strong>, <strong>al Palazzo Strozzi di Firenze fino al 18 luglio 2010</strong>, la catena alberghiera <a href="http://www.arshotels.com/news/de-chirico-max-ernst-magritte-balthus-uno-sguardo-nellinvisibile-2/" target="_blank"><strong>Ars Hotels Firenze propone speciali pacchetti di soggiorno nei suoi hotel</strong></a>.</p>
<p>La mostra allestita a Firenze è un evento imperdibile per tutti gli appassionati  d’arte: attraverso l&#8217;esposizione di 100 opere, <strong>De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus</strong>. Uno sguardo nell’invisibile si propone di evidenziare l&#8217;effetto contagioso che ebbe la pittura di De Chirico per tutti gli artisti che abbracciarono lo stile metafisico (Carlo Carrà, Giorgio Morandi), ma anche per tutte le altre correnti artistiche che sorsero in quel periodo, scaturite proprio dallo stile rivoluzionario di De Chirico: artisti come Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savino vissero tra Metafisica, Realismo Magico, Surrealismo e Neo-Romanticismo.</p>
<p>Il sottotitolo della rassegna &#8211; Uno sguardo nell’invisibile &#8211; prende spunto da un’affermazione di <strong>Giorgio de Chirico</strong>, che sin dall’inizio del suo percorso scrisse che lo scopo della pittura non doveva essere di riprodurre ciò che già vediamo in natura, ma soprattutto far vedere ciò che non si può vedere. Non solo, quindi, trasferire e ricreare emozioni, ma indurre nello spettatore, attraverso un sofisticato sistema di selezione e di riproduzione delle immagini, le stesse intuizioni sperimentate dall’artista sul significato profondo del mondo e delle cose.</p>
<p>In occasione di questa spettacolare mostra-evento <strong>Ars Hotels Firenze</strong> è lieta di ospitare, nei suoi <strong>quattro hotel nel cuore di Firenze</strong>, studiosi e semplici appassionati di arte del Novecento, un’occasione davvero unica per  approfondire la conoscenza della pittura metafisica e trascorrere qualche giorno in una delle più belle città d’arte d’Italia, rinomata in tutto il mondo.</p>
<p>Tutte le <a href="http://www.arshotels.com/news/de-chirico-max-ernst-magritte-balthus-uno-sguardo-nellinvisibile-2/" target="_blank"><strong>offerte di Ars Hotels Firenze per la mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile</strong></a> comprendono due notti in camera superior con colazione a buffet, due biglietti per la mostra, convenzioni con ristoranti, una guida cartacea su De Chirico e la pittura metafisica.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.arshotels.com" target="_blank">Ars Hotels</a></p>
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		<title>Marche Centro d&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 17:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dariociferri</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato stampa]]></category>

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Dopo il successo della collettiva con Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 21 febbraio alle 18.00 presenta il secondo appuntamento di Marche Centro d’Arte. Gli artisti che partecipano al secondo appuntamento sono: Giovanni Gaggia, maicol e mirco, Gabriele Silvi, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. La [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Dopo il successo della collettiva con Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 21 febbraio alle 18.00 presenta il secondo appuntamento di Marche Centro d’Arte. Gli artisti che partecipano al secondo appuntamento sono: Giovanni Gaggia, maicol e mirco, Gabriele Silvi, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. La cura e il testo critico della collettiva sono di Dario Ciferri.<br />
Marche Centro d’Arte è un progetto che rientra nella rassegna Non lo so e non lo voglio sapere ed è un mini ciclo di tre mostre che la Galleria Marconi dedica ai fermenti artistici marchigiani, presentato già lo scorso anno, è stato riproposto dopo il successo riscosso. Marche Centro d’Arte vuole dare voce e spazio a un territorio che presenta al suo interno una pluralità di prospettive, idee e linguaggi e che ha fatto di questa sua pluralità un punto di forza e distinzione.<br />
<img src="http://1.bp.blogspot.com/_oXqltlncso8/S3k8xd4kuOI/AAAAAAAAAOU/XKYqDFYHvvA/s1600/Rita%2BVitali%2BRosati.jpg" alt="Rita%2BVitali%2BRosati Marche Centro dArte"  title="Marche Centro dArte" /><br />
“La contemporaneità è un punto fermo che ogni artista deve affrontare e tenere presente nel proprio lavoro, sia che ne parli o che la rigetti. Marche Centro d’Arte parte da un luogo ben definito, un territorio, per allargarsi a qualcosa di più ampio, una riflessione sul nostro tempo e sul senso dell’uomo in esso.<br />
Giovanni Gaggia prende e maneggia il cuore dell’uomo, non lo manipola ma lo rende reale sulla tela in un percorso di scoperta dell’essere umano, della sua energia, della sua intimità e del suo spirito.<br />
Una natura che si è persa, straniata e straniante, un mondo buffo e allucinato ci appare con lucida ironia nelle opere di maicol e mirco. Una follia che non è il nostro mondo, ma non si discosta poi molto dalle nostre paure.<br />
Nelle opere di Gabriele Silvi tutto è filtrato attraverso il gioco, un gioco che però mostra sempre un meccanismo spezzato, come se nel divertimento qualcosa fosse andato storto e adesso fosse fuori controllo.<br />
La pubblicità detta ormai i ritmi della nostra vita, gli impone tempi e valori, Rita Soccio attraverso l’uso dei brand pubblicitari stravolge il senso dei prodotti e veicola nuovi messaggi che parlano alla coscienza di tutti.<br />
Il dolore, il senso di mancanza, una sofferenza che accompagna e accomuna ogni essere umano, Rita Vitali Rosati guarda all’animo umano e ci racconta i traumi, piccoli e grandi che si trovano in ciascuno di noi”. (Dario Ciferri)</p>
<p>Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche?<br />
Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza.<br />
Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa.<br />
Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre?<br />
La risposta in fondo è già nel titolo</p>
<p>scheda tecnica/technical card</p>
<p>curatore/curator by Dario Ciferri<br />
testo critico/art critic by Dario Ciferri</p>
<p>traduzione di/translation by Patrizia Isidori</p>
<p>relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca<br />
fotografia/photography Marco Biancucci©<br />
riprese video/video shooting Stefano Abbadini<br />
allestimenti/preparation Marco Croci<br />
progetto grafico/graphic project maicol e mirco<br />
webmaster http://www.siscom.it</p>
<p>dal 21 febbraio al 21 marzo<br />
from 21th february to 21th march<br />
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20<br />
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.</p>
<p>Galleria Marconi di Franco Marconi<br />
C.so Vittorio Emanuele, 70<br />
63012 Cupra Marittima (AP)<br />
tel 0735778703<br />
e-mail galmarconi@siscom.it<br />
web www.siscom.it/marconi</p>
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		<title>Africa: nasce il centro polifunzionale didattico per i bambini di Freedom Park</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 18:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[a fior di pelle]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[freedom park]]></category>
		<category><![CDATA[marco bianchi merisi]]></category>
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Dopo cinque anni, grazie all&#8217;impegno di Marco Bianchi Merisi,  autore del libro A fior di Pelle (introduzione  Walter Veltroni) nasce in Africa il centro polifunzionale  didattico di Freedom Park.
Sabato 13 febbraio alle ore 18, presso la libreria Fahrenheit C413 di  Ceccano (FR), la Round Robin Editrice, in collaborazione con l&#8217;ass.  [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Dopo cinque anni, grazie all&#8217;impegno di <strong>Marco Bianchi Merisi</strong>,  autore del libro <strong><em>A fior di Pelle</em></strong> (introduzione  <strong>Walter Veltroni</strong>) nasce in Africa il centro polifunzionale  didattico di <strong><em>Freedom Park</em></strong>.</p>
<p><strong>Sabato 13 febbraio</strong> alle ore 18, presso la libreria <strong><em>Fahrenheit C413</em></strong> di  Ceccano (FR), la Round Robin Editrice, in collaborazione con l&#8217;ass.  <strong><em>Il centro del fiume</em></strong>, festeggia insieme all&#8217;autore del  libro, la conclusione dell&#8217;opera, obiettivo del progetto <strong><em>Volti e  colori di un&#8217;Africa diversa, una scuola per i bambini e le bambine di Freedom  Park</em></strong>, realizzata grazie all&#8217;impegno dell&#8217;autore, con il supporto  della Basilica di Sancta Maria ad Martyres &#8211; Pantheon di Roma, e di tutti gli  sponsor, tra cui la casa editrice che ha devoluto il ricavato delle tre edizioni  del libro all&#8217;iniziativa.</p>
<p><img src="http://www.roundrobineditrice.it/rred/covers/9788895731018.jpg" border="0" alt="9788895731018 Africa: nasce il centro polifunzionale didattico per i bambini di Freedom Park" hspace="10" align="left" title="Africa: nasce il centro polifunzionale didattico per i bambini di Freedom Park" />titolo :: <strong>A fior di pelle<br />
</strong>collana :: parole in  viaggio<br />
autore :: Marco Bianche Merisi<br />
prefazione :: Walter  Veltroni<br />
pp. :: 122<br />
prezzo di vendita :: 8,00 €<br />
ISBN ::  978-88-95731-01-8</p>
<p>Sinossi :: In un incidente stradale. Durante  quella notte conosce Paolo, un cronista accorso sul luogo dell&#8217;incidente, al  quale, senza sapere bene perché, racconterà il viaggio di Patrizio. In una  macchina, sotto la pioggia e fino all&#8217;alba, le parole di Simone risuonano come  tamburi nella mente di Paolo e conducono i due nei profondi labirinti  dell&#8217;anima.</p>
<p>Per informazioni:<br />
<a href="http://www.voltiecolori.it/">http://www.voltiecolori.it/</a><br />
Round Robin Editrice:<br />
<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731018">http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731018</a></p>
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		<title>La Festa della Primavera Cinese</title>
		<link>http://www.comunicati-stampa.com/eventi/la-festa-della-primavera-cinese/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[balli tradizionali cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno cinese]]></category>
		<category><![CDATA[festa di primavera]]></category>
		<category><![CDATA[istituto confucio]]></category>

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Per festeggiare il Capodanno Cinese, l&#8217;Istituto Confucio di Padova e l&#8217;Associazione dei Cinesi del Veneto organizzano un evento speciale.
L&#8217;anno cinese segue il calendario lunare, perciò ogni anno il Capodanno cade in un giorno differente. Per i Cinesi il Capodanno, o festa di primavera, è la festa più importante di tutto l&#8217;anno, perciò si preparano sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Per festeggiare il Capodanno Cinese, l&#8217;Istituto Confucio di Padova e l&#8217;Associazione dei Cinesi del Veneto organizzano un evento speciale.</p>
<p>L&#8217;anno cinese segue il calendario lunare, perciò ogni anno il Capodanno cade in un giorno differente. Per i Cinesi il Capodanno, o festa di primavera, è la festa più importante di tutto l&#8217;anno, perciò si preparano sempre a festeggiarla in grande. Quest&#8217;anno il Capodanno cade il 14 febbraio e con questa data si entra nell&#8217;anno della tigre.</p>
<p>Secondo lo zodiaco cinese i nati sotto il segno della tigre sono persone dotate di una personalità magnetica, senso di autorità e indipendenza e di un grande fascino e carisma. Per contro sono indifferenti, un po&#8217; freddi, orgogliosi e ambiziosi. Poco interessati ai valori del loro tempo, e decisamente insofferenti alle autorità, difendono ciò in cui credono in maniera risoluta, quasi testarda, perché sono sicuri di trovarsi dalla parte della ragione. Hanno un fascino quasi irresistibile perché hanno una forte componente di magnetismo e charme, inoltre, la loro aria autoritaria riesce perfino a infondere fiducia e sicurezza. Per questo le tigri possono servirsene facendo in modo che le persone sottostiano ai loro desideri. Sono molto energici, con una vitalità fuori del comune.</p>
<p>Per festeggiare al meglio questa occasione, quest&#8217;anno abbiamo pensato di organizzare un grande spettacolo musicale, con canti, danze tradizionali e moderni, dal titolo &#8220;La Festa della Primavera Cinese&#8221;.</p>
<p>A esibirsi è il Gruppo studentesco di arti musicali e coreutiche dell&#8217;Università di Guangzhou, un gruppo molto famoso e  che in patria ha già vinto numerosi premi. Questi studenti hanno organizzato uno spettacolo vivace e colorato, per presentare la loro cultura a tutti gli italiani, e stanno facendo una tournee in Italia, ospitati dai vari Istituti Confucio.</p>
<p>L&#8217;invito è ovviamente aperto a tutti, amanti della cultura cinese, amanti della musica o anche solo curiosi!<br />
Lo spettacolo si terrà lunedì 15 febbraio alle ore 19, presso il Palanet San Lazzaro a Padova.<br />
L&#8217;ingresso è gratuito per tutti. Venite a festeggiare il Capodanno cinese con noi!</p>
<p>Info: Istituto Confucio di Padova<br />
via Beato Pellegrino 28, Padova<br />
Tel: 049 8274873<br />
istituto.confucio@unipd.it</p>
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		<title>Associazione culturale Ricercatori Moda d&#8217;Epoca espone il meglio del Vintage di ricerca a Milano dall&#8217;1 al 3 febbraio (23a ed. Vintage Workshop)</title>
		<link>http://www.comunicati-stampa.com/comunicato-stampa/associazione-culturale-ricercatori-moda-depoca-espone-il-meglio-del-vintage-di-ricerca-a-milano-dall1-al-3-febbraio-23a-ed-vintage-workshop/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazionenuova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[vintage Italy Italia negozi shows shops]]></category>
		<category><![CDATA[vintage milano eventi fiere mostre esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[vintage online]]></category>

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		<description><![CDATA[Vintage Workshop® non può essere up-to-date bensì necessariamente avant-guarde per riuscire a ispirare e rinnovare ad ogni nuova stagione la fantasia e la creatività di stilisti e produttori le cui menti vengono “spremute” da esigenze di una moda sempre più fibrillante e in corsa, basti pensare che in soli sei mesi i designers sono chiamati a disegnare non solo una collezione bensì pre-collezioni, capsule, cruises, varie linee, collezioni gadget e collezioni prettamente destinate alle sfilate. Il sentimento maggiormente registrato nel pubblico dei professionals che visitano Vintage Workshop® é il senso di immersione totale in un Vintage che permette loro di assaporare continui nuovi spunti presi dal passato, di essere attorniati da stimoli creativi particolarmente espressivi tanto che spesso molti affermano che, al di là delle cose viste e acquistate, subito all’uscita del nostro salone espositivo la carica adrenalinica ricevuta li spinge a correre subito in studio e a mettersi a disegnare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.comunicati-stampa.com%2Fcomunicato-stampa%2Fassociazione-culturale-ricercatori-moda-depoca-espone-il-meglio-del-vintage-di-ricerca-a-milano-dall1-al-3-febbraio-23a-ed-vintage-workshop%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.comunicati-stampa.com%2Fcomunicato-stampa%2Fassociazione-culturale-ricercatori-moda-depoca-espone-il-meglio-del-vintage-di-ricerca-a-milano-dall1-al-3-febbraio-23a-ed-vintage-workshop%2F&amp;source=comunicati&amp;style=normal" height="61" width="50" title="Associazione culturale Ricercatori Moda dEpoca espone il meglio del Vintage di ricerca a Milano dall1 al 3 febbraio (23a ed. Vintage Workshop)" alt=" Associazione culturale Ricercatori Moda dEpoca espone il meglio del Vintage di ricerca a Milano dall1 al 3 febbraio (23a ed. Vintage Workshop)" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: left;">E&#8217; indirizzato a tutti gli stilisti, manager di prodotto, cool-hunters e produttori del pret-à-porter, dell&#8217;alta moda e delle pelletterie e calzaturifici d&#8217;alta gamma ma anche agli appassionati della moda d&#8217;epoca autentica e di qualità.</p>
<p>Si chiama <strong>VINTAGE WORKSHOP</strong>® ed é una un <strong>osservatorio sulle tendenze del futuro</strong> viste dalla postazione preferenziale della ricerca nella moda d&#8217;epoca. E&#8217; un&#8217;esposizione che polarizza numerosissime idee creative che cambiano e vengono riassortite ad ogni nuova edizione dell&#8217;evento con spunti e suggestioni fresche e inedite. Comune denominatore per tutti gli accessori d’epoca esposti: la caratteristica fondamentale di possedere linee, tratti, elementi, dettagli, utilizzo di materiali o volumetrie inedite, ossia non ancora rispolverate nella contemporaneità. Così la tre-giorni espositiva, arrivata alla sua 24a edizione, è riuscita a primeggiare proponendo davvero un “distillato di ricerca” .</p>
<p>La mostra-vendita che ad ogni nuova edizione é sempre in progress, propone a stilisti, buyers e produttori della moda idee e spunti mediante l’esposizione di accessori d’epoca mirati a collezioni moda che usciranno ad un anno e mezzo di distanza. Naturale che l’evento sia considerato un vero Eden Vintage anche per il pubblico dei consumatori finali che possono così trovare proposte dal passato ma con uno spirito di anticipazione, di avanguardia sul futuro.</p>
<p>Per i più esigenti, ma anche per le aziende che in questo momento sono “budget concerned”, esiste inoltre un utilissimo servizio di affitto di pezzi d’archivio con possibilità di scelta e consegna immediata in loco.</p>
<p>Le prossime due edizioni di Vintage Workshop® Milano saranno articolate esponendo in prima sessione, <strong>dall&#8217;1 al 3 febbraio</strong>, borse, scarpe, cinture, valigeria e piccola pelletteria d’epoca. In 2a sessione, <strong>dal 16 al 18 febbraio</strong>, oltre a scarpe, borse e accessori di pelletteria che verranno riassortiti, sarà dato spazio anche a foulards, costumi da bagno, lingerie, corsetteria, cravatte con un un completo cambio merceologico. E&#8217;, pertanto, consigliabile agli interessati visitare entrambe le sessioni della mostra.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://4.bp.blogspot.com/_xliVMoqHyo8/S152uC4LbKI/AAAAAAAABAM/mwzIIZUzd1g/S1600-R/cartolina_23ed_fronte.jpg" alt="Flyer Vintage Workshop febbraio 2010" title="Associazione culturale Ricercatori Moda dEpoca espone il meglio del Vintage di ricerca a Milano dall1 al 3 febbraio (23a ed. Vintage Workshop)" /></p>
<p><strong>RIFERIMENTI</strong>:<br />
Vintage Workshop® Milano.<br />
<strong>Sede espositiva</strong>: Admiral Hotel, Via Domodossola 16, Milano<br />
<strong>Orari</strong>:<br />
1a sessione: 1/3 febbraio 9/20 non-stop. (Il 1° giorno dalle ore 13 alle 20)</p>
<p>2a sessione: 16/18 febbraio 9/20 non-stop. (L&#8217;ultimo giorno dalle 9 alle 13)<strong></strong></p>
<p><strong>Ingresso</strong>: libero, breve registrazione in loco.<br />
<strong>Organizzazione</strong>: Associazione Culturale Ricercatori Moda d’Epoca<br />
Infoline via sms durante gli eventi: 339-6729704<br />
Sito ufficiale per saperne di più: <a href="http://www.vintageworkshop.it"><strong>www.vintageworkshop.it </strong></a> Maggiori informazioni e interviste sul Blog dedicato agli eventi Vintage: <a href="http://www.vintagevents.blogspot.com"><strong>www.vintagevents.blogspot.com</strong></a></p>
<p>Notizia a cura dell’Uff. stampa Comunicazione e Marketing Perla, Vicenza<br />
Diffusione Web: Stefano Wolf press (at) vintageworkshop . it Vicenza, 26.01.2010</p>
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		<title>Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh</title>
		<link>http://www.comunicati-stampa.com/arte/fiori-natura-e-simbolo-dal-seicento-a-van-gogh/</link>
		<comments>http://www.comunicati-stampa.com/arte/fiori-natura-e-simbolo-dal-seicento-a-van-gogh/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pivari.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Cento grandi pittori e i fiori che non ti aspetti
24 gennaio 2010 &#8211; 20 giugno 2010 Musei San Domenico, Forlì
Considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi, la &#8220;Fiasca fiorita&#8221; di Forlì è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il mistero. Non conosciamo il suo autore. I diversi nomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><em><strong>Cento grandi pittori e i fiori che non ti aspetti</strong><br />
24 gennaio 2010 &#8211; 20 giugno 2010 Musei San Domenico, Forlì</em></p>
<p>Considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi, la &#8220;<strong>Fiasca fiorita&#8221; di Forlì</strong> è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il mistero. Non conosciamo il suo autore. I diversi nomi suggeriti (ad esempio Cagnacci) collocano il suo autore in un ambito artistico che ha come referente Caravaggio. Probabilmente il quesito è destinato a rimanere irrisolto. Una cosa però è certa: si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista di fiori, ma da un grande maestro appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, quella dedita alla rappresentazione della figura umana, alla pittura sacra, a quella di storia e al ritratto.</p>
<p><img src="http://www.artattackadvertising.it/fiasca-fiorita.jpg" alt="fiasca fiorita Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh" align="left" title="Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh" />Attorno e a partire da questo capolavoro, nelle sale del <strong>Museo San Domenico di Forlì</strong>, si sviluppa una grande mostra che ripropone, da un punto di vista e con un approccio metodologico del tutto nuovi, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco e l&#8217;affermazione della modernità con <strong>Van Gogh</strong> e <strong>il simbolismo</strong>, giungendo fino alle soglie del Novecento, prima della comparsa delle avanguardie storiche.</p>
<p>I <strong>capolavori di Van Dyck</strong>, <strong>Brueghel, Cagnacci, Strozzi, Dolci, Cignani </strong>e di altri grandi pittori di storia che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori, aiuteranno se non a risolvere, ad avvicinarsi al mistero, che è poi racchiuso nel segreto della sua straordinaria bellezza, della <strong>&#8220;Fiasca fiorita&#8221; di Forlì.</strong> All&#8217;apice del Barocco, la fortuna del genere porterà alla nascita di una vera e propria specializzazione e alla frequente collaborazione tra pittori di figura e pittori di fiori.</p>
<p>I <strong>100 capolavori</strong> esposti dimostrano come i quadri di fiori o i quadri di figura dove l&#8217;elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore abbiano raggiunto un&#8217;intensità e un&#8217;originalità estetiche assai superiori alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei cosiddetti &#8220;Fioranti&#8221;. Rispetto al Settecento, quando il tema sembra diventare prevalentemente decorativo, l&#8217;Ottocento conosce una straordinaria ripresa. Mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione esclusiva e di grande qualità, ma inevitabilmente commerciale, sono proprio i protagonisti dei grandi movimenti della pittura moderna, dal Romanticismo al Realismo, dall&#8217;Impressionismo al Simbolismo, a reinventare il genere dandogli un nuovo significato.</p>
<p><strong>Hayez, Delacroix e Courbet, Fantin-Latour, Leighton, Moore, Alma Tadema, Gauguin e Monet, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin, Van Gogh e Previati </strong>saranno rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ma ispirati soprattutto dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi. Ai valori del contenuto si sostituiscono quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche (come accade anche in letteratura, se solo pensiamo ai Fleurs du Mal di Baudelaire) la magia della pura visione dell&#8217;occhio dell&#8217;artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell&#8217;arte.</p>
<p>Come la grande mostra canoviana del 2009, che ha riscoperto i fondamentali rapporti tra Canova e Forlì, anche questa volta la prima parte della rassegna intende approfondire gli interessi naturalistici nella società e nella cultura forlivese, mostrando il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 &#8211; 1823). Le sue tavole illustrate di fiori saranno messe a confronto con i dipinti di alcuni dei maggiori &#8220;Fioranti&#8221; tra Seicento e Ottocento.</p>
<p>Il catalogo è edito da <a href="http://www.silvanaeditoriale.it"></a>Silvana Editoriale</p>
<p>Maggiori informazioni sulla <a href="http://www.facebook.com/pages/Forli-Italy/Fiori/251456687839">pagina Facebook della mostra FIORI</a></p>
<p><a href="http://www.maleva.it/marketing/">Distribuzione comunicati stampa</a> internet<br />
Maleva srl<br />
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fabrizio.pivari (at) maleva.it</p>
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		<title>Marche Centro d&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 09:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dariociferri</dc:creator>
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La Galleria Marconi di Cupra Marittima riprende la programmazione della rassegna Non lo so e non lo voglio sapere. Domenica 17 gennaio alle 18.00, infatti, si inaugura il primo appuntamento di Marche Centro d’Arte, mini ciclo di tre mostre dedicato ai fermenti artistici marchigiani, che viene riproposto dopo il successo dello scorso anno
La curatrice Cristina [...]]]></description>
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<p>La Galleria Marconi di Cupra Marittima riprende la programmazione della rassegna Non lo so e non lo voglio sapere. Domenica 17 gennaio alle 18.00, infatti, si inaugura il primo appuntamento di Marche Centro d’Arte, mini ciclo di tre mostre dedicato ai fermenti artistici marchigiani, che viene riproposto dopo il successo dello scorso anno<br />
La curatrice Cristina Petrelli presenta il lavoro di Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, quattro artisti che utilizzando linguaggi diversi danno il senso della situazione dell&#8217;arte nel nostro territorio.</p>
<p><img src="http://3.bp.blogspot.com/_oXqltlncso8/S0pdW3hHvdI/AAAAAAAAANc/D15WxXNZhko/s1600/armando%2BFanelli%2B-%2BPERMEATO4.JPG" alt="Un frame dal video di Armando Fanelli" title="Marche Centro dArte" /></p>
<p>“Distanziarsi dal momento presente per rileggere il vissuto. Un procedere che non segue una successione lineare, ma percorre strade anomale dove il prima e il dopo si trovano ad esistere nel medesimo istante.<br />
Negli scatti fotografici di Roberto Cicchinè la memoria individuale partecipa alle scelte collettive, cristallizzandosi nel simbolo. L’inevitabile dissolvimento diventa indizio dell’attraversamento necessario che predispone al nuovo.<br />
Nel video Armando Fanelli traccia una mappa emotiva in cui l’infinita complessità dei rapporti umani si rende percepibile attraverso il confine poroso dell’epidermide, un processo che continua nelle foto, dove ciò che normalmente resta celato viene prepotentemente esibito.<br />
Nelle sculture di Niba rimane solo la forma del corpo femminile imprigionato in aderenti tute di latex. Il riflesso acquista consistenza nel gioco simmetrico della duplicazione, celebrando il carattere effimero dell’apparenza.<br />
Nell’installazione di Ivana Spinelli oggetti della vita domestica si susseguono l’uno dopo l’altro. L’uso dell’inchiostro nero sul bianco dello sfondo assegna all’immagine un’esistenza incerta, in bilico tra affermazione e scomparsa.<br />
Il percorso tracciato dagli artisti, mediante i lavori esposti, consolida l’intuizione che in ogni esperienza individuale si stratifichi non tanto quello che si desidera ricordare quanto tutto ciò con cui si viene a contatto in modo del tutto involontario. Emerge incontrastato il fluire del tempo, l’eterno divenire dell’esistenza”. (Cristina Petrelli)</p>
<p>Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche?<br />
Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza.<br />
Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa.<br />
Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre?<br />
La risposta in fondo è già nel titolo</p>
<p>scheda tecnica/technical card</p>
<p>curatore/curator by Cristina Petrelli<br />
testo critico/art critic by Cristina Petrelli</p>
<p>ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri<br />
traduzione di/translation by Patrizia Isidori</p>
<p>relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca<br />
fotografia/photography Marco Biancucci©<br />
riprese video/video shooting Stefano Abbadini<br />
allestimenti/preparation Marco Croci<br />
progetto grafico/graphic project maicol e mirco<br />
webmaster http://www.siscom.it</p>
<p>dal 17 gennaio al 14 febbraio<br />
from 17th january to 14th february<br />
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20<br />
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.</p>
<p>Galleria Marconi di Franco Marconi<br />
C.so Vittorio Emanuele, 70<br />
63012 Cupra Marittima (AP)<br />
tel 0735778703<br />
e-mail galmarconi@siscom.it<br />
web http://www.siscom.it/marconi</p>
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