Il caro vecchio Bot, ma anche il mattone sono due esempi dei vecchi baluardi degli investimenti sicuri su cui non si può più avere la certezza di un tempo. A dirlo è Saverio Scelzo, fondatore di Copernico Sim, una delle prime società di intermediazione mobiliare indipendenti a proporre la formula del multibrand e a prestare il servizio di consulenza: “Il risparmiatore-investitore era abituato a riconoscere in alcuni prodotti e servizi di investimento un ritorno certo e sicuro. In realtà la volatilità è ormai la norma e bisogna imparare a fare i conti con l’incertezza”.
Saverio Scelzo mette in guardia dall’idea di ricevere ritorni certi anche dagli investimenti immobiliari, un porto sicuro per molti italiani che soffrono la cosiddetta “febbre del mattone”. In realtà nessun investimento immobiliare può oggi dare garanzie di rendite sicure, così come nessun titolo di debito pubblico . Il rischio, nell’incertezza dei mercati internazionali, è che l’investitore si senta disorientato, perda fiducia nel promotore finanziario e finisca nel ricorrere a metodi “fai da te”. La sfiducia però in questi casi porta a scelte che possono rivelarsi azzardate: “Capisco – spiega Scelzo – la paura degli investitori in questo momento, soprattutto di quelli che devono ancora recuperare perdite consistenti frutto dei crolli finanziari degli ultimi mesi, ma è indispensabile mantenere una corretta pianificazione e un’opportuna diversificazione”.
Per questo, come tende a sottolineare Saverio Scelzo, la figura del consulente finanziario a parcella può infondere maggiore fiducia: il consulente infatti è svincolato da gruppi bancari o assicurativi, si muove in piena autonomia e ciò può offrire all’investitore-risparmiatore un pacchetto di soluzioni su misura.
Seconda rassegna cinematografica del genere film noir, ospite d’eccezione Francesco Guccini
Sabato 7 e domenica 8 agosto 2010 – Piazzetta della Chiesa – Inizio eventi ore 17,00
Monte Acuto delle Alpi – Lizzano in Belvedere (Bologna)
Monte Acuto delle Alpi. Siamo giunti alla seconda edizione di sereNERE, la rassegna di cinema noir che si terrà nella graziosa piazzetta di Monte Acuto delle Alpi Monte Acuto, frazione di Lizzano in Belvedere in Provincia di Bologna. Il Comune di Lizzano in Belvedere è il capofila dell’evento. L’idea nasce dall’Associazione Atlante no profit di Bologna che ha pensato di puntare su questa parte del territorio per creare una diversificazione dell’offerta turistica e soprattutto appoggiare la valorizzazione di queste terre attraverso iniziative culturali in grado di attirare un pubblico più ampio.
Bice Biagi sarà la nostra giornalista ufficiale perché intervisterà Francesco Guccini sul suo ultimo libro ed Enrico Franceschini, scrittore e giornalista.
Un susseguirsi di momenti di confronto vedranno quest’anno l’estensione del concetto noir visto anche in un’accezione diversa. L’idea del noir rimane, con l’evoluzione nella seconda giornata sul tema emigranti dell’Appennino tosco-emiliano (“Dagli Appennini alle Ande”) che nel secolo scorso abbandonarono le loro case, i loro boschi ed i loro greggi, per tentare una miglior sorte in Sud-America.
Saranno le immagini, le musiche e i dibattiti che racconteranno questo nuovo spaccato di sereNERE. Tra gli ospiti saranno presenti scrittori come Stefano Tassinari e Gian Piero Rigosi. Ritorna Aldo Soligno, fotoreporter con la sua interpretazione nera di Monteacuto delle Alpi: Follia una mostra fotografica montata a video da Greta Favi e curata da Dora Carapellese. Seguiranno immagini e suoni di “Viaggio in Patagonia” a cura di Marco Miglianti che descrive il viaggio nelle terre lontane del Sud-America, di un gruppo di uomini e donne di Lizzano e Monte Acuto sulle tracce degli emigranti dell’Appennino.
Quanto alle proiezioni dei film sono previsti il sabato “Grido di Pietra”, storia noir di due alpinisti al Cerro Torre in Patagonia, del regista Herzog con Keitel e Shuterland. La domenica, invece, vedrà la proiezione di Hijos di Mario Bechis. La tragedia dei desaparecidos torna in questo film di Bechis, attraverso la storia della giovane Rosa che scopre, attraverso la rivelazione della propria ostetrica, di essere sorella di un ragazzo di nome Javier, tolto alla madre naturale appena nato.
Monte Acuto per l’occasione diventa il paese nero con eventi a tema da segnalare: Bloody Mary, un mini “murder party”, ovvero, la messa in scena di un delitto nel bel mezzo di una cena, con la partecipazione diretta del pubblico in qualità di investigatore. Tango e poesia, la storia continua vedrà protagonisti Patricio Lolli, Carlotta Santandrea come ballerini e al bandoneon Carlo Maver, con emozioni, luoghi e sentimenti ritratti nei versi immortali di grandi poeti “al servizio del tango”. Si potranno assaporare i Sapori di casa. I sapori neri della montagna preparati con l’arte, la sapienza e il savoir faire delle donne di Monteacuto e dai ristoratori locali. Per gli escursionisti, Trekking Italia li accompagnerà dal Corno alle Scale alla rassegna a Monte Acuto e di notte li guiderà alle auto.
La rassegna organizzata dal Comune di Lizzano in Belvedere ha avuto il patrocinio della Provincia di Bologna, del Comune di Porretta Terme, del Parco Corno alle Scale con la collaborazione della Pro Loco di Monte Acuto e la Cineteca di Bologna. Da segnalare tra gli altri il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e della Banca Mediolanum.
La rassegna è dedicata alla memoria di Claudia Degli Esposti, socia fondatrice dell’Associazione Atlante, parte attiva di SereNere, e purtroppo deceduta a bordo dell’aereo Air France scomparso nei cieli dell’Atlantico il primo giugno 2009, al rientro da una missione in Brasile.
Ingresso libero. Per info www.associazioneatlante.org oppure tel. 347.45.906.
Il 52,1% dei laureati in un collegio universitario ha conseguito la laurea con il massimo dei voti (il dato nazionale ISTAT sulle università italiane è del 20,4%), il 57% dei residenti ha vissuto un’esperienza di studio all’estero (dato Almalaurea nazionale: 10%) e il 66% trova lavoro entro un anno dalla laurea (il 36% entro un mese). Sono questi alcuni dei dati emersi da una recente ricerca elaborata dalla CCU-Conferenza dei Collegi Universitari, che dimostrano come queste strutture – offrendo una serie di possibilità complementari all’alloggio, dai tutor ai convegni alle aree per il tempo libero – garantiscono migliori risultati agli studenti.
Tra le realtà di eccellenza nel panorama universitario nazionale, troviamo il Collegio Universitario Don Nicola Mazza, un centro di formazione riconosciuto fin dal 1954 dal Ministero dell’Istruzione, che ha sviluppato un network di opportunità per gli studenti universitari degli Atenei di Verona, Padova e Roma. Un ente all’avanguardia, capace di unire un’offerta residenziale di elevata qualità a percorsi culturali e formativi che valorizzano la crescita umana prima ancora che accademica e professionale. «Anche se il bisogno primario di uno studente fuori sede è quello dell’alloggio – spiega Francesco Massagrande, Direttore Generale del Collegio Mazza – noi abbiamo ideato una proposta più completa, per sfruttare al massimo gli anni universitari: nelle nostre strutture gli studenti trovano non solo delle camere in cui dormire, ma spazi per coltivare l’indipendenza e le esigenze individuali – sport, cultura, studio – accanto a iniziative culturali, formative e di sviluppo professionale. Il tutto con vantaggi concreti anche per le famiglie, che possono contare su rette proporzionate al reddito e borse di studio, con un vantaggio economico complessivo sul costo dei servizi residenziali e formativi erogati».
Tra i plus offerti dal Collegio Mazza, anche numerose occasioni di scambio con Università ed enti di ricerca stranieri, agevolate da borse di studio integrative a supporto dei programmi Erasmus/Socrates/Leonardo o di progetti di ricerca e tesi all’estero. Molte anche le opportunità per “toccare con mano” il mondo del lavoro, come illustrato da Mirco Paoletto, responsabile progetti culturali e formazione del Collegio Mazza: «Oltre alle iniziative di orientamento professionale, da qualche anno abbiamo avviato MImprendo, un progetto di collaborazione con Confindustria Padova, nell’ambito del quale varie aziende affidano a gruppi di studenti universitari stimolanti problemi reali – tecnici e non – legati alla propria attività d’impresa. Non un corso di formazione o un momento di studio teorico, ma un vero e proprio “laboratorio di idee” dove gli studenti sviluppano proposte concrete per l’innovazione delle aziende, in sinergia con gli stessi imprenditori. I ragazzi possono confrontarsi con il mondo del lavoro mettendo in gioco il proprio talento, attraverso micro-progetti suggeriti dall’esperienza e dalla visione strategica di chi gestisce le imprese». «Questo tipo di iniziative – prosegue il dott. Paoletto – offrono ai ragazzi la possibilità di maturare un’esperienza spendibile nel proprio curriculum, applicando il project management e quanto appreso nel corso dei loro studi in un contesto di gruppo e di multidisciplinarietà».
Per il prossimo anno accademico, il Collegio Mazza mette a disposizione 115 nuovi posti per i quali è possibile concorrere entro il 16 luglio o il 14 settembre 2010.
Per maggiori informazioni: www.collegiomazza.it
Moda, musica, cucina e viaggi in un unico web magazine dedicato all’italianità. Con la mission di far conoscere lo stile italiano e diffonderlo nel mondo
È nato Buy Italian Style Magazine, il primo web magazine interamente dedicato allo stile italiano in tutte le sue forme. Cliccando su www.buyitalianstyle.com si può accedere alle numerose rubriche che il magazine offre, tutte rigorosamente specializzate nel Made in Italy: moda, sfilate, musica, gossip, cucina, viaggi.
Buy Italian Style nasce dalla mente di due giovani sorelle napoletane, Maria e Michela Lombardi che decidono di affiancare all’azienda tessile di famiglia un progetto nuovo e diverso. Il mondo dell’abbigliamento è dunque il campo in cui si formano e lavorano Maria e Michela, rispettivamente l’una come amministratore delegato, l’altra come art director. La moda e lo stile italiano sono, infatti, il motore centrale del sito Buy Italian Style Magazine, che presto sarà anche accompagnato da una piattaforma e-commerce per lo shopping on line. Ma non c’è solo moda: le due sorelle hanno accorpato una vera e propria redazione di giovani professionisti di diversa estrazione che curano i settori Musica, Spettacolo, Cucina, Viaggi. “Ognuno di loro – spiega Michela Lombardi – proviene da una diversa realtà professionale, chi dal giornalismo, chi dal settore culinario, chi da quello musicale. Ognuno è specializzato in un settore diverso ma sono tutti accomunati da una forte passione per l’Italia”.
Il simbolo di Buy Italian Style è un drago alato. Per le creatrici del sito il drago alato rappresenta un messo viaggiatore a cui è affidato il compito di portare lo stile italiano e il sapore del Belpaese in giro per il mondo e diffonderlo come una novella.
Maria Lombardi spiega così la scelta di creare e lanciare una piattaforma dedicata al Made in Italy: “Il marchio Italia è un marchio importante, noi crediamo fermamente nel brand e nei prodotti Made in Italy. Abbiamo deciso di strutturare il magazine in più sezioni, dalla Moda alla cucina, dalla musica ai viaggi perché pensiamo ai settori dell’abbigliamento, del turismo, dello spettacolo e della cucina come i punti fermi dello sviluppo italiano, per la difesa del Made in Italy a tutti gli effetti e su tutti i fronti. Sono le industrie da cui bisogna ripartire per portare l’Italia agli splendori di sempre”.
Intervista all’avvocato penalista napoletano Alexandro Maria Tirelli pubblicata su LA STAMPA. Un piccolo memorandum e qualche consiglio pratico.
D. Avvocato, è sempre traumatico l’arresto di un proprio parente o di un caro amico
R. Certamente, l’arresto genera molta sofferenza in chi lo subisce, ma anche enorme ansia tra fratelli, sorelle , genitori, figli ed amici, i quali vivono una fase iniziale di stordimento.
D. Come consiglia di affrontare questo momento ?
R. Naturalmente, bisogna soffocare i sentimenti e cercare di essere freddi e razionali, per provare a risolvere i problemi da subito. Una reazione immediata giusta potrà condizionare anche il corso degli eventi e lo stesso processo.
D. Si spieghi meglio
R. Per come è fatto il nostro sistema giudiziario, è inutile perdere tempo. Non farò una lezione di procedura penale. Posso dire però che il familiare o amico dovrà cercare un avvocato di fiducia subito, perché chi viene arrestato sarà portato davanti a un giudice quasi immediatamente ed avrà l’opportunità di tentare la strada della libertà al Tribunale del Riesame entro pochi giorni. Tecnicamente è il detenuto che nomina il difensore, praticamente è il familiare che sta fuori che ha l’opportunità di contattare l’avvocato, di pagarlo e di mettersi d’accordo sulle questioni fondamentali.
D. Cioè buttare via i primi giorni può essere fatale ??
R. Io faccio parte di quella scuola di pensiero che pensa che i processi devono andare bene sin dall’inizio per non prendere pieghe pericolose. I colpi di scena e le assoluzioni a sorpresa possono arrivare anche prima della chiusura di un processo, ma questo avviene piuttosto raramente. Fare le dichiarazioni giuste da subito (o tacere) e porre in essere gli atti difensivi giusti sin dall’inizio significa assestare tutto il percorso giudiziario in un modo migliore piuttosto che in uno peggiore.
D. In ogni caso al detenuto è garantito sin dall’inizio un difensore d’ufficio
R. Questo sì è vero. Ma non dobbiamo prenderci in giro da soli. Cosa ci si può aspettare da un professionista che oggi, per come stanno le cose in Italia, sa che probabilmente non verrà pagato, che lavora non perché gode della fiducia del suo assistito e che tendenzialmente vive con una clientela che non è propria ma che gli deriva dall’iscrizione ad un turno ?? Non metto in dubbio la validità dell’istituto né quella dei colleghi che diligentemente si prestano a questo ufficio. Ma il limite di una difesa d’ufficio è sotto gli occhi di tutti. Non voglio fare la parte del materialista, ma il legale che lavora bene e che si impegna a fondo è quello che viene pagato adeguatamente per il suo servizio.
D. Come si può reagire velocemente ed efficacemente in caso di arresto?
R. Da subito, bisogna abbandonare i falsi moralismi, e decidere se realmente si intende aiutare il parente o l’amico in difficoltà. Decidere significa farsi l’analisi di coscienza e capire se si è disposti a pagare l’avvocato per aiutare il congiunto. Diversamente, si perderà solo del tempo e se ne farà perdere anche al legale, che certo non sta lì per motivi di volontariato, ma perché esercita una professione, anche molto delicata. Se si è deciso in senso favorevole, si contratta con l’avvocato il suo onorario ma soprattutto ciò che deve fare il familiare è mettersi in rapido contatto con il detenuto.
D. Come si fa mettersi in contatto con il detenuto in maniera rapida?
R. I metodi sono essenzialmente due: andarlo a trovare, facendogli visita in carcere (ma solamente se si è parenti stretti). Diversamente scrivendogli una lettera o un telegramma. Consiglio sempre di fare una raccomandata A1 oppure un telegramma, perché soprattutto all’inizio chi è arrestato necessita di segnali che gli vengano dall’esterno e non sa cosa fare e come comportarsi.
D. E quali sono le comunicazioni che bisogna fare al detenuto ?
R. Naturalmente bisognerà scrivergli: ho contattato l’avvocato Tizio o Sempronio, con studio all’indirizzo tale, l’ho pagato perché ti difenda, se sei d’accordo nominalo quale difensore di fiducia in maniera tale che potrà difenderti e parlarti. Ricordo a tutti che un avvocato non può incontrare un detenuto in carcere a meno che questi non lo abbia nominato quale difensore di fiducia.
D. Il detenuto a questo punto tarderà ad effettuare la nomina?
R. Se intende nominare un avvocato, un detenuto non impiegherà più di una mattinata. In ogni momento il detenuto può nominare un avvocato. Si rivolgerà infatti alla polizia penitenziaria che gli farà compilare un modulo presso un ufficio apposito, detto Modello 13. Ma questo aspetto non riguarda il familiare, il detenuto non farà altro che fare la richiesta alla guardia carceraria, che soddisferà obbligatoriamente la sua richiesta.
D. La ringraziamo per questi preziosi consigli. Sappiamo che lei è tra i primi avvocati ad avere inaugurato un website istituzionale nella veste di avvocato penalista
R. Ringrazio voi per l’opportunità che mi avete dato. In effetti, ho sfruttato il mio website (www.tirelli-legal.eu) per dare alla gente molte notizie sul diritto penale ed anche molti consigli pratici in caso si trovi in difficoltà.
a.m.r.



