I lavoratori della Sigma-Tau in CIGS da 15 mesi hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica

La Sigma-Tau S.p.A. di Pomezia (RM) in data 18/01/2012 ha sospeso 569 lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria a causa di “crisi aziendale”, a zero ore e senza rotazione per 12 mesi. Di nuovo, un anno dopo, il 18/01/2013 gli stessi lavoratori, con l’aggiunta di altri 126 colleghi, sono stati ricollocati in CIGS “per riorganizzazione”, sempre a zero ore, senza rotazione per il biennio 2013-2015.

I lavoratori e i sindacati (O.O.S.S. e RSU) hanno sempre ritenuto che la crisi denunciata dall’azienda ai fini dell’accesso alla CIGS fosse tutta da verificare, non solo sotto l’aspetto prettamente economico-finanziario ma anche per gli eventuali diversi risvolti civili e penali.

 La Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite, con stabilimento a Pomezia – RM, fondata nel 1957 da Claudio Cavazza, è un’azienda completamente italiana, leader nel settore farmacologico a livello regionale e nazionale, ma anche un’azienda proiettata ormai a livello mondiale, presente nel mondo con filiali in Francia, Svizzera, Olanda, Belgio, Portogallo, Germania, Regno Unito e India, nonché con uno stabilimento produttivo in Spagna e uno negli Stati Uniti.

Sigma-Tau è la capostipite di altre società, che fanno capo alla holding Sigma-Tau Finanziaria SpA: Avantgarde di Pomezia, fondata nel 1982, attiva sia nel mercato farmaceutico sia in quello dei prodotti di consumo venduti in farmacia; Biosint di Sermoneta, costituita nel 1979, attualmente leader mondiale nella produzione di L-Carnitina ottenuta per sintesi chimica e Biofutura Pharma di Milano, nata nel 2001 con l’obiettivo di sviluppare prodotti farmaceutici per la cura di patologie del sistema nervoso centrale, apparato muscolo-scheletrico, apparato respiratorio e del sistema vascolare, con l’intento di espandere la presenza del Gruppo nel comparto etico.

Il Gruppo sigma-tau ha raggiunto nel 2011 un fatturato di 663 milioni di euro, occupando 2.391 dipendenti e possiede un portafoglio di oltre 100 prodotti commercializzati in Italia e all’estero.

Nel febbraio 2010 il Gruppo Sigma-Tau acquisisce il ramo d’azienda farmaceutico della società americana Enzon, più precisamente 4 prodotti per la cura di malattie rare in ambito oncologico, e lo stabilimento produttivo di Indianapolis, Indiana, rilevato direttamente dalla filiale americana, sigma-tau Pharmaceuticals Inc. con  sede a Gaithersburg – Maryland la quale provvede a commercializzare i prodotti acquisiti sul mercato statunitense.

L’operazione è stata resa possibile anche grazie all’intervento finanziario messo a punto da Banca Intesa Sanpaolo, già presente dal 2006 con una quota del 5% nel capitale del Gruppo sigma-tau.

In occasione dell’acquisto di Enzon, Corrado Passera, ex amministratore delegato di Banca Intesa prima e consigliere delegato di Banca Intesa Sanpaolo  dopo la fusione con l’istituto torinese, istituto che aveva concesso il prestito a ST, riferendosi all’acquisizione ha commentato: “Un’acquisizione da 300 milioni di dollari permette di fare cose che le aziende di successo devono fare. Sono queste le aziende in cui noi vogliamo esserci perché fanno da traino per l’economia del Paese”.  Banca Intesa Sanpaolo  detiene ad oggi il 5% del capitale di Sigma-Tau.

Claudio Cavazza, fondatore e Presidente della Sigma-Tau, muore il 6 giugno 2011. La quota di maggioranza dal padre passa agli eredi, che promettono di amministrare l’azienda con continuità e nei valori e princìpi del padre, rassicurando i dipendenti sulle condizioni di solidità e di fiducia nel futuro del gruppo: inviano a tutto il personale del gruppo una più che tranquillizzante lettera in tal senso.

Nel mese di settembre 2011 l’Amministratore Delegato di gruppo, Dott. Ugo Di Francesco, lascia improvvisamente l’incarico, e di lì a pochi mesi anche il Direttore Amministrativo Dott. Marco Codella; le redini del gruppo vengono affidate al nuovo Presidente Dott. Mario Artali (ex Presidente BPM) ed al Dott. Andrea Montevecchi (Amministratore Delegato anche di Biofutura); gli altri componenti del nuovo CdA, oltre al fratello Paolo ed agli eredi Silvia, Francesca ed Enrico Cavazza, a rappresentare la continuità della famiglia nel controllo dell’azienda, sono l’avv. Maurizio Martinetti (Consiglio di amministrazione dell’Espresso – Socio fondatore dello studio Ripa di Meana e associati con sede in Roma); il sig. Marco Cerrina Feroni (Head of Merchant Banking at Banca Intesa Sanpaolo  S.p.A.); Guido Tugnoli, banchiere (ex Managing Director of JP Morgan, proprietario e fondatore della Four Partners); Dr. Trevor Mervyn Jones (Group Director-Research & Development at Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA).

La comunicazione sociale di bilancio offerta a livello consolidato da Sigma-Tau nel 2010 è quantomeno discutibile, visto che poco più di 7 mesi dopo la società dichiarava piena crisi industriale! Dunque anche la Ernst & Young, società di revisione del bilancio consolidato, dovrebbe spiegare qualcosa almeno nella certificazione 2011, sul perché non abbia capito o avuto sentori di crisi al 13 aprile 2011 quando, viceversa qualche mese dopo la situazione è ”improvvisamente” precipitata! A fine 2011, infatti, l’azienda, dichiarando una improvvisa crisi economica e finanziaria, chiede la CIGS a zero ore per 12 mesi per 569 dipendenti dello stabilimento di Pomezia dal 18 gennaio 2012 e per oltre 120 dipendenti dei 2 centri di ricerca Prassis (Milano) e Tecnogen (Caserta). Questi ultimi saranno, poi, entrambi messi in liquidazione. Alla Regione Lazio e al Ministero dello Sviluppo Economico sono stati presentati conti in rosso dal 2006, rifiutandosi però di spostare l’analisi del “rosso” sulle diverse società del gruppo, sia italiane sia estere, che per gli stessi anni presentano conti tutt’altro che negativi (ad esempio, nella regione Lazio sono in abbondante utile la Avantgarde S.p.A. e la Biofutura Pharma S.p.A., all’estero la Defiante SA in Madeira, come noto zona esentasse).

I motivi della richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria, a detta dell’Azienda, consistono ”nell’effetto combinato della crisi economica mondiale e nelle modificazioni strutturali del mercato farmaceutico che impongono una profonda revisione della struttura aziendale e del modello di business, certificata del resto dalla perdita di 20 milioni di euro a fine 2010”; i dipendenti tutti e i sindacati hanno contestato tale scelta, ritenendola incongruente, per esempio, con l’ultimo investimento nella Enzon.

Mentre il gruppo Sigma-Tau, aderente al sistema di tassazione del consolidato fiscale nazionale, paga le tasse come se fosse una unica azienda, quindi risultando ininfluenti gli spostamenti di fatturato nell’ambito delle aziende italiane, altrettanto non si può dire per la richiesta di Cassa Integrazione Guadagni, per la quale viene strumentalmente utilizzato il bilancio della sola Sigma-Tau I.F.R. S.p.A. di Pomezia, ormai nel tempo dissanguato e prosciugato.

I lavoratori giustamente si chiedono come sia possibile che al 31/12/2009, quindi ben prima dell’investimento in Enzon da parte della controllante Sigma-Tau Finanziaria, in contemporanea dello svuotamento di patrimonio netto della Sigma-Tau di Pomezia, le partecipazioni all’estero (Lussemburgo e Madeira) della Holding Sigma-Tau Finanziaria ammontano per valore di libro a circa € 200.000.000 e i relativi patrimoni netti a circa € 350.000.000.

Essendo sino al 31/12/2009 il business del gruppo sostanzialmente in Italia, con principale cliente il SSN, come è possibile che i patrimoni netti delle due società con sede a Lussemburgo e Madeira crescano vertiginosamente, e la Sigma-Tau di Pomezia prosegua in un inesorabile cammino di impoverimento che la porterà a mandare a casa oltre 500 persone, scaricandole sull’INPS, e per di più senza un minimo criterio (di legge) di individuazione e gestione dei lavoratori?

E’ doveroso  sottolineare che la Sigma-Tau, oltre ad essere fornitore del SSN ed aver beneficiato nel tempo di sovvenzioni e benefici statali di ogni tipo per la ricerca e per la sua posizione geografica nella Cassa del Mezzogiorno, non può sicuramente dirsi in crisi per le lievi recenti perdite, oltretutto da verificare ed approfondire, come detto sopra.

Ad ottobre 2012, viene tardivamente presentato il Piano Industriale 2013 – 2015 di ristrutturazione, STRANAMENTE e VOLUTAMENTE tenuto SECRETATO ai dipendenti per non meglio precisate ragioni di riservatezza su dati sensibili in esso contenuto (sic!), salvo, in evidente confusione, essere stato temporaneamente pubblicato sul sito della RSU aziendale ed immediatamente dopo eliminato.

Un piano industriale dovrebbe essere comprensibile a tutti, poiché quando una azienda si trova in serie difficoltà la prima regola è comunicare correttamente questa difficoltà a tutti coloro che sono chiamati relazionarsi con essa: ma dopo un seppur sommario esame del documento, ci si domanda che cosa dovrebbero aver capito di questo piano industriale le banche, le finanziarie, i sindacati, i dipendenti e i creditori! Infatti, non si riesce a capire come ai soci della Sigma-Tau S.p.A., agli stakeholders, nonché alle banche, che pur hanno accettato di finanziare un investimento di 125 MIO di euro nel prossimo triennio, tale business plan possa essere sembrato attrattivo, esercitando il necessario ed auspicabile appeal, da tradursi in successivi investimenti. Scorrendo il documento ci si imbatte anche in ”sorprendenti” e surrettizie affermazioni quali “l’impatto attuale prospettico è talmente profondo che mette in discussione completamente il modello aziendale”, o candidamente peggio  il piano industriale è una scommessa imprenditoriale ad alto rischio: ma come si possono informare gli stakeholders della società fornendo simili indicazioni, specialmente quando si vogliono realizzare 125 mio di euro di investimenti?

La vertenza Sigma-Tau ha suscitato comunque un notevole interesse, non solo sui media o a livello politico con decine di interrogazioni parlamentari, ma ha anche provocato reazioni e studi di settore.

Infatti, i lavoratori in CIGS possono oggi avvalersi di alcuni elaborati forniti da specialisti di finanza aziendale dell’Università Roma3, che hanno svolto uno studio approfondito sulla situazione dei bilanci e sulla relativa ipotetica crisi aziendale della Sigma-Tau.

Tutte le informazioni sono state rilevate dai bilanci aziendali degli ultimi 10 anni, dai quali solo una attenta lettura permette di trarre i diversi elementi di incongruenza che sembrano inspiegabilmente sfuggire ai diversi enti istituzionali cui il controllo spetta, e i quali sembrano essere per legge chiamati alla lettura del singolo bilancio, tralasciando la imprescindibile visione del gruppo d’imprese. …

Riportiamo un breve stralcio da uno dei lavori: “Dall’analisi condotta su Sigma Tau IFR S.p.a. sono emerse delle criticità sufficienti quanto  meno  per  sollevare  il  dubbio  dell’adozione  da  parte  del  Gruppo  di  politiche  di  bilancio  volte  ad ottimizzarne il carico tributario. Si perviene a questa conclusione sia in ragione dell’andamento di ST IFR sotto i profili della redditività, della produttività e della struttura finanziaria rapportati all’andamento dell’aggregato dei competitor selezionati, sia alla  luce  delle  evidenze  riscontrate  analizzando  l’azienda  in  una  logica  di  gruppo  e  contestualmente approfondendo alcune voci ritenute significative dei bilanci di ST IFR. (…) mentre ST IFR vede  contrarsi  il  suo  fatturato,  che  comunque  rappresenta  mediamente  nel  quinquennio  circa  il  70% dell’intero  fatturato  del  Gruppo,  la  consociata  Defiante  a  Madeira,  che  si  occupa  di  commercializzare  i prodotti, vede crescere significativamente il suo fatturato e sebbene questo “pesi” solo il 20% sul totale del  Gruppo, registra utili complessivi pari alla metà del valore totale del fatturato nel periodo. (…)

Tali Studi confermano in pieno le già espresse perplessità, ponendo fondati dubbi sulla effettiva esistenza della situazione di crisi posta dalla Sigma-Tau, di fatto, a presupposto ed occasione di una sua ristrutturazione, finanziata con soldi pubblici e volta alla eliminazione di un dichiarato esubero di personale in realtà artatamente creato.

E’ per i fatti estremamente gravi appena narrati ma anche per le considerazioni espresse, che i lavoratori della Sigma-Tau in CIGS hanno  sentore di una sistematica propedeuticità di tali accadimenti, con la quale l’azienda ha posto e continua a porre in essere soluzioni vessatorie ai danni di un numero elevatissimo di persone.

 I lavoratori in CIGS della Sigma-Tau, dunque, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro ignoti, affinchè si accerti l’esistenza di eventuali reati e di comportamenti penalmente rilevanti in relazione ai recenti fatti.

 I lavoratori in CIGS della Sigma-Tau