Consegna dei Premi Internazionali sullo Sviluppo Locale

Nell’ambito della Conferenza Internazionale «Les territoires et les systèmes productifs localisés au coeur des mutations économiques et sociales» che ha avuto luogo a Cluses(Savoia-Francia) tra il 3 e il 5 Ottobre si è avuta la cerimonia di consegna dei Premi Internazionali sullo Sviluppo Locale, giunti alla terza Edizione bandita e gestita dal Comune di Cluses e dalla Comunità della Valle dell’Arve.

A Cluses si sono riuniti numerosi specialisti internazionali sullo sviluppo locale e regionale che hanno discusso con gli «stakeholder» di vari territori e soprattutto del distretto di Cluses, il più importante in Francia e che è stato all’origine della costituzione del Club dei distretti francesi. Durante la Conferenza si è avuto modo di discutere anche dell’esperienza dei poli di competitività (con particolare riferimento al polo di competitività «Arve Industries»), lo strumento di politica dell’innovazione introdotta da alcuni anni in Francia a livello nazionale ma che ha attuazione progettuale ed operativa a livello territoriale, grazie alla lezione di François Perroux ma anche degli studiosi italiani dei distretti.

Sono stati consegnati i premi ai vincitori delle quattro sezioni su cui era organizzato il bando sullo sviluppo locale: sezione saggistica, sezione giovane ricercatore, sezione territori e sezione imprese responsabili nei riguardi dello sviluppo territoriale.

La Commissione giudicatrice ha, inoltre, proposto di assegnare un premio speciale a due insigni studiosi dello sviluppo territoriale:

Allen J. Scott, della Scuola di Geografia dell’Università di California, Los Angeles per la sua opera sulle nuove regioni industriali a livello mondiale e per le ricerche sulle città creative e sulla valorizzzaione dei beni culturali. Scott ha proposto un nuovo paradigma di lettura dello sviluppo delle nostre società in cui la città e il territorio svolgono un ruolo fondamentale in quanto luoghi privilegiati della creatività e dell’innovazione.

il compianto Denis Maillat, dell’Università di Neûchatel, per il suo fondamentale ruolo sull’analisi dello sviluppo territoriale  e in particolare per il ruolo di cofondatore  (assieme a Philippe Aydalot)  del Gruppo Europeo sui Milieux Innovatori (GREMI) e della corrente di pensiero che ne deriva sull’analisi dei territori innovativi.

Il Premio per lo studioso è stato attribuito a Francisco Albuquerque, Università di Sevilla (Spagna) e per lungo tempo collaboratore del Cepal (Commissione Economica per l’America Latina) per il suo contributo alle pratiche e ai progetti di sviluppo locale. Albuquerque presenta un’esperienza pluridecennale (con oltre 25 anni di lavoro in America Latina) sulle questioni dello sviluppo locale, con un forte coinvolgimento con le comunità locali nella definizione delle politiche e degli strumenti di sviluppo territoriale. Albuquerque ha lavorato come esperto e formatore ed è stato coinvolto in numerose esperienze di sviluppo sostenibile in ambito rurale. Le sue pubblicazioni sono numerose ed importanti; tra di esse almeno una ventina sullo sviluppo territoriale di risonanza internazionale.

Per la sezione sui giovani ricercatori sono stati prescelti i seguenti dottori di ricerca:

Hughes Jeannerat per la tesi “Production, Consommation et Valeur Economique:vers une Approche Territoriale du Marché” (Université de Neûchatel – Svizzera), che ha presentato una interessante applicazione al caso dell’orologeria svizzera;

Eduardo Ivàn Palavicini Corona per la tesi “Local Economic Development in Mexico. The contribution of the bottom-up approach” sostenuta presso la London School  of Economics and Political Science. La tesi analizza l’approccio “bottom-up” e le sue prospettive nei paesi in via di sviluppo, con una applicazione particolarmente originale sulle municipalità messicane.

Tra i territori sono stati premiati il distretto di Lecco e la città di Rafaela in Argentina; i premi sono stati consegnati all’Ing. Giovanni Pastorino, Coordinatore del Comitato di Distretto Metalmeccanico lecchese, e a Luis Castellano, Sindaco di Rafaela.

Il distretto di Lecco, costituito attorno alla lavorazione dei metalli, alla micromeccanica e, sempre più, alla meccanica strumentale, è stato capace, sino all’inizio del decennio scorso, di mantenere l’occupazione manifatturiera e, negli ultimi anni, ha conservato i livelli occupazionali complessivi, nonostante la crisi. Il sistema locale si sta sempre più orientando verso la produzione di qualità e verso l’innovazione anche grazie ad una strategia collettiva a livello territoriale, con un partenariato pubblico-privato, grazie anche alla presenza di un laboratorio CNR e del Politecnico di Milano, che favorisce una attenzione crescente delle imprese allo scambio di informazioni e conoscenze con il mondo della ricerca e che ha consentito di costruire una rete di relazioni interattive sul territorio.

Rafaela è una piccola-media città in Argentina, nella regione della Pampa umida e della produzione agricola e dell’allevamento. Nell’area di Rafaela operano oltre 4000 imprese di cui 500 manifatturiere con forte prevalenza di PMI, con un rilevante sviluppo di un importante comparto delle macchine agricole e delle macchine per l’industria alimentare. Rafaela rappresenta uno dei primi casi in America Latina che ha iniziato una esplicita strategia e politica di sviluppo locale (compreso il Piano Strategico lanciato nel 1996), con l’organizzazione di un efficace partenariato pubblico-privato, con la costruzione di un sistema istituzionale coerente e sempre più ricco e con l’utilizzo di strategie collettive condivise che hanno portato all’avvio di numerosi programmi di sviluppo.

Per la sezione impresa sono stati premiati il modello della Banca di Credito Cooperativo e la Banca di Credito Cooperativo Valdostana, in particolare, e il Paesaggio dell’Eccellenza; i premi sono stati consegnati a Martino Cossard, già Presidente della BCC Valdostana e membro del CdA di Federcasse, e ad Alessandro Carlorosi, Direttore dell’Associazione Paesaggio dell’Eccellenza.

Le Banche di Credito Cooperativo rappresentano piccole banche che hanno mantenuto una relazione diretta tra risorse finanziarie locali e gli investimenti delle imprese del territorio, permettendo di stabilire sul lungo periodo un convolgimento sociale delle banche nello sviluppo locale. Il caso delle BCC rappresenta, dunque, un’esperienza incredibile di successo che sottolinea una logica di relazioni tra banca e sviluppo locale e una funzione di responsabilità sociale che le banche potrebbero svolgere. Siamo, dunque, di fronte ad un caso particolarmente interessante di costruzione di «capitale di prossimità» per le imprese e il sistema produttivo che si contrappone al modello della finanza moderna, «creativa» e autoreferenziale che è all’origine dell’attuale lunga crisi economica. Le BCC garantiscono la copertura di servizi bancari anche per comunità relativamente marginali, specie in aree montane e rurali, e non interessanti per le altre banche, come si può riscontrare nel caso della Banca di Credito Cooperativo Valdostana (unica BCC che copre una intera regione, con presenza di servizi nell’80% dei comuni e con una quota di mercato superiore al 20%). La BCC Valdostana raggiunge una forte partecipazione e radicamento a livello territoriale con oltre 8.000 soci (il più alto rapporto tra soci e popolazione del territorio di riferimento fra tutte le BCC) e presenta un indice particolarmente basso di sofferenze (solo il 2,75% dei crediti verso i clienti).

Il Paesaggio dell’Eccellenza è un’associazione per la diffusione della cultura d’impresa fondata nel 2005 e che comprende 25 imprese delle Valli del Potenza e del Musone (tra le quali Guzzini Illuminazione, Fratelli Guzzini, Teuco, ELI, Raimbow, Clementoni). Gli obiettivi dell’Associazione sono quelli della conservazione, promozione e valorizzazione della cultura d’impresa nel territorio, cercando di mantenere una corretta e sostenibile relazione tra le imprese industriali e la difesa del territorio e del paesaggio. Obiettivo dell’Associazione è anche la valorizzazione della storia delle imprese e delle loro comunità per favorire la comprensione dei meccanismi di interazione economica, sociale e culturale del processo di sviluppo. Ciò implica anche la difesa della memoria storica dei mestieri e dei saperi, delle antiche lavorazioni, delle tecniche produttive (e delle loro macchine). Tutto ciò ha consentito la progettazione e l’avvio del Museo del  Patrimonio Industriale del territorio. Siamo dunque in presenza di un tentativo di mantenere la memoria di un processo di “industrializzazione senza fratture”, utilizzando il titolo di un famoso libro di Giorgio Fuà, che sembra particolarmente attuale in un periodo di maggior attenzione alla cultura e all’ambiente.

Sembra interessante riflettere sui casi premiati perché mostrano alcune linee evolutive dei processi di sviluppo in territori molto diversi e sottolineano il ruolo delle imprese nello stimolare e indirizzare lo sviluppo economico verso traiettorie evolutive che trascendono l’interesse specifico dell’impresa e coinvolgono l’intero territorio. Si spera che a partire dalla riflessione su questi casi e su altri (anche di quelli presentati alle precedenti edizioni del Premio) si possa sollecitare l’interesse di diverse comunità locali per la diffusione di «buone pratiche» e per individuare idee da trasformare in progetti con la mobilitazione degli attori locali per affrontare direttamente e risolvere alcuni dei problemi economici e sociali che la crisi economica ha generato.

Gioacchino Garofoli (AENL e Università dell’Insubria)                                                                                            per la Commissione Giudicatrice del Premio

Massimo Lucidi

Massimo Lucidi Massimo Lucidi, giornalista, laureato in economia in Italia, ha studiato e insegna anche in Usa. Massimo Lucidi e' un esperto di marketing e comunicazione per le imprese.